Death Stranding – Guillermo del Toro non farà parte dello sviluppo del gioco

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Giuseppe Barbieri
Avevo circa 7 anni quando per la prima volta vidi uno dei miei fratelli giocare ai titoli più simbolici sulla prima Playstation, come Crash Bandicoot o Resident Evil 3: Nemesis. Da quel giorno mi sono interessato a questo mondo, facendo crescere sempre più la passione per i videogiochi. Credo e affermo che i videogiochi siano una vera e propria forma d'arte e di espressione che si unisce ad altri tipi di arte che insieme riescono catapultarti in un altro mondo. Ciò che apprezzo per lo più nei videogiochi sono le storie profonde, giocherei a COD o a qualunque altro multiplayer soltanto per noia. Amo le storie, e amo crearle. Oltre ad essere un videogiocatore in cerca di storie ho, da qualche tempo, anche l'interesse per la lettura e la scrittura.

Avevo circa 7 anni quando per la prima volta vidi uno dei miei fratelli giocare ai titoli più simbolici sulla prima Playstation, come Crash Bandicoot o Resident Evil 3: Nemesis. Da quel giorno mi sono interessato a questo mondo, facendo crescere sempre più la passione per i videogiochi. Credo e affermo che i videogiochi siano una vera e propria forma d'arte e di espressione che si unisce ad altri tipi di arte che insieme riescono catapultarti in un altro mondo. Ciò che apprezzo per lo più nei videogiochi sono le storie profonde, giocherei a COD o a qualunque altro multiplayer soltanto per noia. Amo le storie, e amo crearle. Oltre ad essere un videogiocatore in cerca di storie ho, da qualche tempo, anche l'interesse per la lettura e la scrittura.

Dopo l’ultimo Videogame Awards che ha visto la comparsa di Guillermo del Toro nell’ultimo trailer di Death Stranding (titolo attualmente in sviluppo da Hideo Kojima) i fan hanno iniziato a ipotizzare con molta certezza ed entusiasmo che egli (visto il buon rapporto che ha con Kojima) fosse coinvolto nel gioco non solo come personaggio ma anche a livello creativo e di sviluppo.

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Ma non appena questa ipotesi ha cominciato a prendere il largo nei social, trasformandosi da semplice voce di corridoio a pura certezza, Guillermo del Toro (mentre veniva intervistato da IGN) ha voluto approfittarne per poter quindi smentire la cosa:

Sono coinvolto come personaggio, Kojima mi ha contattato e mi ha proposto di prendere un ruolo all’interno del gioco ed io ho accettato con molto piacere. Da li ha iniziato a parlarmi delle sue idee, in modo che potessi comprendere meglio il mio personaggio, ma oltre a questo non sono coinvolto in altri modi nel progetto, neanche dal punto di vista creativo. Questo gioco è affidato interamente a Kojima e credo con convinzione che sarà fantastico, il mio contributo è limitato solo a sostegno delle sue idee e al farmi riprendere“.

Dopodiché, del Toro è passato a spiegare il procedimento molto complesso del Motion Capture utilizzato:

Ci vogliono all’incirca 7 ore solo per il processo di scansione, abbiamo svolto scansioni molto dettagliate e ciò è stato reso possibile grazie al fatto di aver usato il triplo delle telecamere che normalmente verrebbero impiegate per i primi piani o per i piani ravvicinati“.

Ricordiamo che Death Stranding attualmente è in sviluppo e non sono state rilasciate maggiori informazioni su una probabile data di uscita.

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