Datura: da gioco Playstation Plus a possibile conversione VR

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Marco Pasqualini
Nato nel 1982 Marco è un ragazzo di città che ama la campagna più del multiplayer, pratica la monogamia su console, ne ama una alla volta anche se spesso si concede qualche scappatella su PC.

Nato nel 1982 Marco è un ragazzo di città che ama la campagna più del multiplayer, pratica la monogamia su console, ne ama una alla volta anche se spesso si concede qualche scappatella su PC.

A partire dalla prossima settimana i giochi Playstation Plus di settembre non saranno più disponibili. Tra questi c’era, in sordina,  Datura, titolo per Ps3 sviluppato da Plastic Studios e pubblicato da Sony, che merita una certa attenzione.

Il prodotto è del 2012 e, a prima vista, non è uno di quelli che lascia il segno: lo stile lento e compassato lo rendono poco immediato, ma l’atmosfera creata dal piccolo boschetto autunnale in cui è ambientato ha il suo fascino.

Avendo provato personalmente il visore per VR, posso affermare che valga la pena scaricarlo (in fondo è gratuito per gli utenti Ps plus), perché il gioco è uno dei pochi compatibili per il Move, ed è molto simile alle demo  provate durante la Playstation Experience. Visore a parte, le meccaniche sono le stesse e viene quasi da domandarsi se nel 2012 non fosse parte del progetto a livello embrionale.

La maggioranza dei videogiocatori, però, avrà la possibilità di giocarlo soltanto con il controller, per questo bisogna dire che quest’ultimo cerca di essere dinamico mediante meccaniche di movimento e non fa rimpiangere l’assenza del bastoncino luminoso con sezioni che ricordava le operazioni necessarie per aprire le valvole in Killzone 2.

Scaricare titoli simili in questi ultimi giorni utili per il download, perciò, potrebbe rivelarsi perfetto per tutti coloro che vorrebbero minimamente capire quello che potrebbe riservare l’esperienza VR in termini di avventure grafiche.

Per questo non sarebbe assurdo se Sony decidesse di “sistemare” Datura e di adattarlo alla nuova generazione e alla nuova periferica, soprattutto a livello di grafica e di risposta ai comandi, perché il gioco, nonostante l’assenza di dialoghi, ha una storia e atmosfera interessanti, incentrate su una strana esperienza pre-morte del protagonista, ravvivata da qualche bizzarra sorpresa.

 

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