Cuori in Atlantide. Nuovo adattamento del libro di Stephen King

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Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Padova dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma, Dublino e Matera. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia e geografia alle superiori e alle medie, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Padova dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma, Dublino e Matera. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia e geografia alle superiori e alle medie, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Anche se non si fa che parlare del remake di IT, in questi giorni è iniziata la produzione di un film tratto da un altro capolavoro di Stephen King, Cuori in Atlantide. Il libro del 1999 è una raccolta di storie diverse, oltre al racconto che da il titolo all’opera, ci sono anche Uomini bassi in soprabito giallo, Willie il cieco, Perché siamo finiti in Vietnam e Scendono le celesti ombre della notte.

A trasformare in un lungometraggio questo romanzo di formazione ambientato nel 1966 sarà il regista inglese Johannes Roberts, che ha scritto la sceneggiatura con Ernest Riera. Il film prenderà il nome di Hearts e narra di un gruppo di ragazzi del college che si trovano per la prima volta lontani da casa e a contatto con un mondo, o meglio un’America, che non capiscono (in primis per l’insensata guerra in Vietnam) e in cui non si riconoscono.

In un’intervista il regista Roberts ha dichiarato con un pizzico di malinconia che “Leggere Stephen King durante l’adolescenza mi ha fatto venir voglia di dedicarmi al cinema . Cuori in Atlantide è la sua opera che preferisco,  e trasformarla in un film è il sogno di una vita“. Sembra che Stephen King abbia dato la sua approvazione al progetto.

Ricordiamo che il racconto più lungo della raccolta, Uomini bassi in soprabito giallo, è diventato nel 2001 il film con Anthony Hopkins dal nome, appunto, Cuori in Atlantide.

 

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