Una chiaccherata con Fabrizio De Tommaso, autore Bonelli e copertinista di Morgan Lost

Fumetti
Vito Fabrizio Brugnola
Laureato in Filosofia con tesi su Kant e la filosofia analitica, tutor online di filosofia e storia, appassionato di disegno, curatore della rubrica di storie brevi a fumetti "BadLands" (tempo permettendo) e contributor per NerdPlanet.it, attualmente si dedica a tematiche con analisi dati, data science e machine learning. Ha nel cassetto una graphic novel sci-fi che prima o poi finirà.

Laureato in Filosofia con tesi su Kant e la filosofia analitica, tutor online di filosofia e storia, appassionato di disegno, curatore della rubrica di storie brevi a fumetti "BadLands" (tempo permettendo) e contributor per NerdPlanet.it, attualmente si dedica a tematiche con analisi dati, data science e machine learning. Ha nel cassetto una graphic novel sci-fi che prima o poi finirà.

Nerdplanet ha intervistato Fabrizio De Tommaso, autore Bonelli e apprezzatissimo copertinista di Morgan Lost. Fabrizio ha risposto alle nostre undici domande sul suo lavoro, sul mondo del fumetto e sul disegno in generale. Ecco l’intervista.

A quale età ti sei reso conto che le arti figurative sarebbero state la tua occupazione?

Diciamo che ne ho avuto la certezza materiale quando sono stato preso in casa Bonelli, perché in questo modo ho potuto sostenermi economicamente in maniera adeguata. La mia passione per il disegno nasce però sin dall’infanzia ed è in terzo superiore che ho capito che avrei intrapreso quel percorso, che dopo il diploma mi ha portaro a frequentare la Scuola Internazionale di Comics a Roma. 

Morgan Lost - Illustrazione di Fabrizio De Tommaso

Morgan Lost – Illustrazione di Fabrizio De Tommaso

Quali sono state le tue influenze agli inizi? ed ora?

Agli inizi, quando ho preso seriamente la matita in mano e ho iniziato a studiare anatomia, prospettiva ecc il mio primo riferimento è stato Claudio Castellini. Ero impressionato dalla dinamica che riusciva a dare alle anatomie, dalla ricchezza di particolari e dall’armonia delle tavole. Tutti hanno ben presente che capolavoro sia il suo Silver Surfer. Autori che poi ho apprezzato sempre di più sono Massimo Carnevale e Corrado Mastantuono. Sono i primi che mi sono venuti in mente, ma di sicuro ce ne sono così tanti da non poterli ricordare tutti.

Per quanto riguarda invece adesso, le copertine di Morgan Lost mi hanno permesso di coltivare la mia passione per la pittura. In questo senso i miei riferimenti sono Sebastian Krueger, Phil Hale e sicuramente Gabriele Dell’Otto.

I tre fumetti che ti hanno colpito di più a livello grafico?

Come al solito queste domande sono difficili, ma non posso nascondere che rimango sempre impressionato da Mort Cinder di Breccia, come pure da Winter Word di Zaffino. Per spostarci su produzioni più recenti e in Italia sicuramente un prodotto eccellente è Mater Morbi disegnato da Carnevale.

Dylan Dog - Illustrazione di Fabrizio De Tommaso

Dylan Dog – Illustrazione di Fabrizio De Tommaso

E i tre film?

Nessun film Marvel per quanto li trovi azzeccati. I miei film preferiti sono quelli che guardavo da giovanissimo. Primo tra tutti Robocop, quello originale. Ma poi anche Il Quinto Elemento e Léon, entrambi di Besson.  Saranno stati gli occhi che si hanno da bambino, ma le emozioni che la narrazione e le scelte stilistiche di i questi film rimangono, e probabilmente rimarranno, insuperati.

 

Fuck Reboot - Dipinto di Fabrizio De Tommaso

Fuck Reboot – Dipinto di Fabrizio De Tommaso

In un fumetto è più importante il soggetto, la sceneggiatura o i disegni? Sapresti metterli in ordine?

Questa è un po’ una falsa domanda, per non dire una cazzata – io e Fabrizio ci facciamo due risate -… – Il problema è mal posto perché questi sono aspetti che devono perfettamente integrarsi. Abbiamo esempi di fumetti non eccellenti dal punto di visto grafico, ma in cui la storia riesce a giocare un ruolo tale da superare le lacune o viceversa, possiamo avere esempi di storie un po’ carenti, ma salvate dal virtuosismo del disegnatore.

Volendole proprio metterle in ordine direi soggetto, sceneggiatura e disegno, ma solo perché gli spazi tra questi passaggi sono importantissimi per la riuscita dell’opera e per la coordinazione tra le varie professionalità coinvolte. 

Cosa ha significato per te disegnare per la prima volta un numero di DYD,  “La macchina umana”(n.356)?

Avevo già disegnato Dylan –  Dylan Dog Magazine 2015  con la storia “Il Saldo (sceneggiatura di Gualdoni) – , ma il numero di tavole era sicuramente più esiguo. Approcciarsi con un volume di 94 tavole è stato sicuramente una sfida significativa che rappresenta per la mia carriera una pietra miliare di una certa consistenza. Il lavoro è stato impegnativo e mi ha coinvolto in maniera totalizzante. Essendo la mia prima pubblicazione nel formato standard della Bonelli ho cercato di dare il mio meglio, e questo ha portato via un po’ di tempo.

Tempo che tuttavia sono molto contento di essermi preso perché il volume ha avuto un ottimo riscontro a livello di critica e di pubblico. Ovviamente il successo non è soltanto mio, ma per la maggior parte va ad Alessandro Bilotta che ha saputo creare per Dylan una storia il cui mostro è l’alienazione lavorativa. Questo aspetto ha dato all’episodio un taglio attuale, valorizzandolo parecchio.

La macchina umana - Dylan Dog 356 - Bilotta/De Tommaso

La macchina umana – Dylan Dog 356 – Bilotta/De Tommaso, Copertina di Stano

Ci sono aspetti del mondo del fumetto che i non addetti ai lavori non conoscono? Magari un lato oscuro?

Per la mia esperienza le criticità del mondo del fumetto sono legate a due particolari aspetti: il primo sono i tempi delle consegne. Può capitare che a volte deadline molto strette possano danneggiare la qualità del lavoro: in questo caso deve supplire l’esperienza. 

L’altro aspetto dove si può incontrare una criticità è sicuramente il fatto che a volte il gusto e la predisposizione del disegnatore non incontrano appieno la visione o l’aspettativa dell’editor e capita che trovare una sintesi sia difficile, ma intanto il volume deve uscire e la sintesi tra i gusti e le aspettative si deve sempre trovare, per una questione di etica del lavoro.

     Mr Robot - Illustrazione di Fabrizio De Tommaso

Tornando al discorso della pittura e delle copertine, sono sicuro che molti lettori di Morgan Lost si chiedano quale sia il processo in base al quale nasce una  copertina.

Il primo passo sono delle indicazioni di massima che provengono dall’editor. Quindi produco una bozza che viene poi approvata o meno dall’editor. Se la bozza viene approvata mi dedico alla matita, che però è scomposta in più parti che poi ricompongo al computer.

A questo punto la matita viene stampata in un formato grande (gli originali della copertina sono 60×40 cm). La stampa viene poi ricalcata sul foglio tramite carta carbone e finalmente posso passare alla pittura in acrilico.

L’intero processo, dalla commissione dell’editore al completamento del dipinto, dura poco meno di due settimane.

MORGAN LOST 20 - Copertina pittorica di Fabrizio De Tommaso

MORGAN LOST 20 – Copertina pittorica di Fabrizio De Tommaso

 

Guardando i tuoi profili social si nota che, a differenza di molti altri professionisti ci sono poche opinioni ed è tutto esclusivamente incentrato sul tuo lavoro. E’ una scelta?

Diciamo che concepisco i social sostanzialmente come un port-folio digitale. Ci carico esclusivamente i miei lavori e voglio mantenere questa politica. Non provo nessun interesse a rientrare in sterili polemiche o dibattiti.

Nel disegno è più importante il talento o la dedizione?

Certamente la dedizione. Il talento non so neanche se effettivamente esista, ma se esiste non c’è altra strada per farlo emergere che la dedizione, l’applicazione, una grande umiltà e un grande spirito di autocritica verso i propri lavori, un’inesauribile curiosità verso tutti gli aspetti del disegno, dall’anatomia alla prospettiva, dalla composizione all’inchiostrazione. Senza la curiosità e l’applicazione e l’autocritica non si possono fare progressi a mio giudizio.

Sono dell’opinione che il talento, ammesso che esista, al massimo conti il 5% per la formazione di un ottimo disegnatore.

 

Una vignetta de "La Macchina Umana" - Bilotta- De Tommaso

Una vignetta de “La Macchina Umana” – Bilotta- De Tommaso

Quale consiglio ti senti di dare ad un ragazzo o una ragazza che in età scolastica stia prendendo in seria considerazione un percorso o  una carriera nell’ambito del disegno e dei fumetti?

Uno soltanto: la costanza.

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