Call of Duty – I Momenti più Epici del Franchise

Speciali
Domenico De Martino
Classe 1991. Cresce tra le vecchie console Nintendo e si concretizza gamer puro e crudo con l'avvento della prima ammiraglia Sony: la PlayStation. Inizia a scrivere di videogames un anno prima della messa in commercio di Xbox 360. Attualmente volge lo sguardo al PC Gaming, snobbando la One e la PS4. Nutre un profondo interesse per gli indie, vento fresco del panorama videoludico attuale. Tra le sua passioni si celano il buon cinema, le serie tv e la luttera di romanzi, comics e manga. Cerca di far coincidere tutto nelle 24 ore a disposizione sulla terra. Ama gli animali, la pizza e la birra.

Classe 1991. Cresce tra le vecchie console Nintendo e si concretizza gamer puro e crudo con l'avvento della prima ammiraglia Sony: la PlayStation. Inizia a scrivere di videogames un anno prima della messa in commercio di Xbox 360. Attualmente volge lo sguardo al PC Gaming, snobbando la One e la PS4. Nutre un profondo interesse per gli indie, vento fresco del panorama videoludico attuale. Tra le sua passioni si celano il buon cinema, le serie tv e la luttera di romanzi, comics e manga. Cerca di far coincidere tutto nelle 24 ore a disposizione sulla terra. Ama gli animali, la pizza e la birra.

È innegabile che nel corso degli anni la qualità della componente single player della serie Call of Duty sia andata calando, a parte qualche rara eccezione. È di pari certezza però la moltitudine di momenti epici che hanno accompagnato i giocatori durante ore ed ore di campagna bellica. Momenti che i giocatori più affezionati ricorderanno con assoluta certezza, forti di un pathos e di architettura spiccante e fervente.

Ci teniamo in questa sede a puntualizzare la presenza palese di spoiler per coloro che non avessero giocato bene o male tutti i capitoli del franchise, dunque con questo avvertimento è lungi da noi volervi rovinare una possibile sorpresa qualora voleste recuperarli in futuro. Passiamo allora a questi epici attimi che hanno esaltato la nostra indole videoludica!

CoD

La Bomba Atomica

Non dateci degli scontati, ma non potevamo che iniziare questa escalation con la scena dello scoppio della Bomba Atomica di Call of Duty: Modern Warfare. La maestria e il potenziale dei ragazzi di Infinity Ward si sprigiona senza ombra di dubbio nella costruzione e poi nell’immediato realizzo di una delle scene più epiche dell’intera serie.

Vicini alla vittoria (seguendo il filone della trama) avvenuta nella missione precedente, il team di sviluppo spiazza tutti noi con la caduta dell’Atomica. Rompere dunque la felicità psicologica creatasi per un’imminente sconfitta del nemico, concretizzando il terrore di una guerra nucleare. Informazioni che si codificano in emozioni concrete, tanto nell’immagine rimandataci dallo schermo, tanto nel cuore del giocatore.


Turbolenza

Modern Warfare 3 ci ha permesso di vivere una delle missioni più belle di Call of Duty: Turbolenza. Un’idea che svetta sia realizzazione tecnica che per senso di divertimento e adrenalina che crea nel gamer di turno.

Ci troviamo dunque impegnati a difendere il presidente Russo da un gruppo di dirottatori, su un aereo presidenziale. Una scena che sembra essere tratta dai migliori film d’azione, e che questa volta assume una nuova dimensione: quella dell’interattività, pad alla mano. Non solo uno scontro a fuoco, bensì anche un vero e proprio testa a testa con la gravità e con il tempo, man mano che l’aereo precipita (si, i motori cedono) si avrà un senso di impotenza unico.

Lo Sbarco in Normandia.

Call of Duty 2 ha accompagnato il lancio della Xbox 360 e lanciato la nuova console Microsoft con un FPS sorretto da una campagna epica in tutti i sensi. In un marasma di epicità spicca senza alcun’ombra di dubbio un momento preciso: lo Sbarco in Normandia.

Il giocatore viene messo dinanzi alla brutalità della guerra. Un soldato tra tanti che avanza scorgendo i propri fratelli d’arme venire tranciati dai colpi nemici. Avanza semplicemente aspettando il suo momento, che poi tra un game over e l’altro viene scongiurato. Il D-Day posto in auge soprattutto da un audio macabro, perché il rumore delle bombe e dei proiettili non è altro che questi. Ancor oggi ha tanto da dire, dodici anni di distanza che dettano lezioni su level design.

La Traversata del Fiume Volga

Dare spazio a questa perla videoludica ci porta indietro di parecchi anni, precisamente al primissimo Call of Duty. Trattasi dell’open mission della campagna russa, che ci vede affrontare la traversata del fiume Volga, in quel di Stalingrado.

Infinity Ward decide senza mezzi termini di farsi conoscere, di esplicare un concetto fondamentale: abbiamo talento e siamo pronti a servirvelo. Duro, disarmante e caotico quanto basta. Sessioni di gameplay che divertono, immergono e rendono il giocatore indifeso e disperato. Emozioni pesanti, dal carattere negativo, ma che in un medium come quello videoludico assumono il peso della qualità.

Morte dall’Alto

L’importante di questa session di gioco presente nell’originale Modern Warfare è atipica, unica. Morte dall’Alto ci mette nella mani di un IC-130, su di un veivolo che si traduce in una cavaliere dell’apocalisse, una macchina da guerra.

Il giocatore si vedrà messo dinanzi ad uno schermo che proietta un’immagine bianca e grigia, pronto a far fuoco su qualsiasi bersaglio evidenziato dal visore. Intoccabile, imbattibile. Bisogna semplicemente dimezzare i nemici che, terrorizzati, fuggono a destra e manca per fuggire all’infungibile morte. Nella sua semplicità chiarifica perfettamente l’orrore della guerra.

Piantare la Bandiera Sovietica

Treyarch si presentava al grande pubblico con un ottimo World at War, firmando una delle migliori campagne della serie. E’ però alla fine del gioco che si raggiunge il picco assoluto.

È sotto il fuoco nemico che c’incamminiamo verso la cime del Reichstag berlinese con lo scopo di piantare la bandiera dell’Esercito Rosso, quello sovietico, in segno di vittoria. Tensione e adrenalina scorrono a fiumi.

La Morte di Makarov

Non me ne vogliate ma reputo il momento della morte di Makarov durante il finale di Modern Warfare 3 come una scena epica, da ricordare e da giocare. Si tratta assolutamente di una sequenza da film d’azione commerciale e spensierato, ma una delle migliori di questo genere e va menzionata.

Buttare giù le difese di Makarov protetto dalla tuta Juggernaut, dirottare il suo elicottero e poi vendicarsi di lui in cima ad un lucernario: intrattenimento nel senso stretto del termine!

Dietro le linee nemiche

Il meglio del meglio uscito dalle mani di Infinity Ward, la tredicesima missione di Modern Warfare: All Ghillied Up. Un flashback dell’amato Capitano Price, durante una delle sue prime missione da tenente.

Strisciare silenziosamente dietro le linee nemiche, mimetizzandosi perfettamente con il terreno. Prenderci beffa dei nemici attraverso minuti di suspense e adrenalina puri, adornati da un finale di missione coi botti. Essenzialmente uno dei momenti videoludici più interessanti e belli giocati finora. Un mission design che andrebbe preso d’esempio, ora come allora.

Siamo giunti alla fine di questo nostalgico viaggio alla scoperta dei momenti migliori tratti dalle varie campagne vissute in questi anni grazie a Call of Duty. Speriamo che in futuro il franchise possa tornare a proporre una componente single player di spessore e regalarci altre ore di adrenalina e puro divertimento.

L’appuntamento per quest’anno è fissato al 3 novembre, con l’uscita di Call of Duty: WWII, atteso ed acclamato ritorno alla Seconda Guerra Mondiale come background bellico. Intanto, voi cosa ne pensate? Ci sono momenti di Call of Duty che vi hanno fatto venire la pelle d’oca e che non abbiamo citato? Fatecelo sapere nei commenti!

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