Burning Sands: Il Codice del Silenzio – La recensione [NO SPOILER]

Cinema
Alessandro d'Amito
Siberian89 o, per gli amici Sib. Geek blogger, amante di film, giochi, serie tv, fumetti, romanzi, Magic the Gathering, Hearthstone. Fanatico Caotico.
@Siberian89

Siberian89 o, per gli amici Sib. Geek blogger, amante di film, giochi, serie tv, fumetti, romanzi, Magic the Gathering, Hearthstone. Fanatico Caotico.

Da questo venerdì è disponibile su Netflix un film originale della piattaforma intitolato Burning Sands – Il Codice del Silenzio. Diretto da Gerard McMurray e scritto dallo stesso assieme a Christine Berg, il film ci parla del mondo delle confraternite americane e di quanto sia facile perderne il controllo.

SE NON C’È LOTTA, NON C’È PROGRESSO

Il Codice del Silenzio ci introduce tramite Zurich, un giovane studente del college, al difficile mondo dominato dalle confraternite. Spinto dalla voglia di riuscire dove suo padre ha fallito e desideroso di assaporare i vantaggi che ne deriveranno una volta membro, Zurich intraprende la Settimana d’Inferno per diventare un membro effettivo della fratellanza.

Burning Sands - Il Codice del Silenzio

Il ragazzo non sarà solo in questa sua stoica lotta di sopportazione, ma solo uno dei membri del gruppo delle matricole raccomandate anche solo per poter iniziare questa terribile settimana di prova, culminante della Notte d’Inferno. Tutti determinati a conquistare rispetto, successo, supporto e conoscenze, le nuove leve impareranno a supportarsi a vicenda proprio quando la posta in gioco inizia ad aumentare.

La prima grande pecca di questo film sta proprio nella sua idea di base. Per quanto si occupi di un tema importante in territorio americano, Il Codice del Silenzio non si pone come un film di denuncia o di condanna ma semplicemente come un film sulle confraternite. Non c’è un vero e proprio momento in cui il protagonista, o un qualsiasi altro personaggio, realizza la follia della brutale e sconsiderata iniziazione, ma solo un finale intriso di tristezza e incertezza.

DISCENDIAMO DA RE E REGINE, NON SCHIAVI

La stessa indecisione che si respira nella narrazione del film la si ha anche con i suoi personaggi. Per quanto il protagonista delle vicende dovrebbe essere Zurich, la sua figura risulta poco determinante ai fini dell’intera vicenda. Il film si apre chiaramente ponendosi come introspettivo e incentrato sulla voglia del protagonista di dimostrare le sue capacità, solo per poi diventare una piatta esposizione di fatti accaduti a personaggi monodimensionali.

Burning Sands - Il Codice del Silenzio

Tra le matricole, i fratelli maggiori e i personaggi satelliti, quello che risulta più interessante è forse Square, ma sviluppato comunque talmente poco da aggiungere molto poco all’intero film. Per il resto, manca un vero e proprio lavoro nella caratterizzazione e questa mancanza pesa incredibilmente.

Queste grosse pecche finiscono col rendere quasi inesistente il messaggio che Il Codice del Silenzio vorrebbe trasmettere, se riuscisse a decidere tra i tanti che propone, oltre che produrre delle scene poco chiare o comunque poco utili alla narrazione.

RIPARARE UOMINI SPEZZATI

Si passa dalla facilità della perdita di controllo di situazioni di nonnismo alla mancanza di protezione degli organi di controllo, dalla difficoltà di conciliare studio e iniziazione all’accettazione di qualsiasi umiliazione pur di far parte di un gruppo, dalla voglia di dimostrarsi all’altezza delle aspettative alla necessità di ragionare con la propria testa. Tutte queste tematiche sono gettate alla rinfusa nel film ma nessuna è approfondita e curata a dovere.

Burning Sands - Il Codice del Silenzio

La stessa violenza che segna la Settimana d’Inferno non ha alcuna ripercussione sui personaggi, fatta eccezione per la scena iniziale e la conclusione del film, ponendo l’intera iniziazione come un male relativo e più che sopportabile considerando i vantaggi che i contatti con i fratelli di successo porteranno ai membri.

Ad aggiungersi ai lati negativi c’è la recitazione degli attori, per lo più sotto tono, una fotografia buona ma spesso troppo scura e una triste ostinazione nel mostrare schermate di chiamate e messaggi a schermo. Tutte queste note negative rendono mediocre un film che, altrimenti, avrebbe goduto di una regia piuttosto buona, un buon montaggio e, per la versione italiana, un doppiaggio di tutto rispetto per la maggior parte dei personaggi.

Burning Sands - Il Codice del Silenzio

CONCLUSIONE

Con una grande incertezza in molti aspetti e con la mancanza di uno sviluppo soddisfacente, Burning Sands – Il Codice del Silenzio è un film piacevole da guardare ma che non lascia nulla allo spettatore. La sua durata di un’ora e quaranta scorre leggera ma senza catturare mai l’attenzione, proponendo un’esperienza abbastanza monotona dall’inizio alla fine. Tante belle frasi ad effetto per un film fondamentalmente evitabile.

Burning Sands - Il Codice del Silenzio

Burning Sands - Il Codice del Silenzio
5.8

Trama

6/10

Regia

7/10

Personaggi

5/10

Interpretazione

6/10

Fotografia

7/10

Pros

  • Regia più che buona
  • Film scorrevole

Cons

  • Idee poco chiare sul fine del film
  • Personaggi piatti
  • Narrazione monotona
  • Recitazione sotto le righe

Altri articoli in Cinema

John Lasseter lascia la Pixar per sei mesi a causa di “comportamenti inadeguati”

Matteo Ivaldi22 novembre 2017

Box Office e Cinecomics: analisi e confronti di un 2017 da ricordare

Andrea Prosperi22 novembre 2017

Justice League: poster inquietante nei cinema cinesi

Annamaria Rizzo21 novembre 2017

Star Wars: Gli ultimi Jedi – Nuovi dettagli sulle “volpi di cristallo”

Giorgio Paolo Campi21 novembre 2017
Molestie a Hollywood, Kevin Spacey

Molestie a Hollywood: Kevin Spacey è entrato in rehab ma altri big sono sotto accusa

Nicoletta Salvi21 novembre 2017

Marvel vs. DC: parla il co-sceneggiatore di Doctor Strange

Alessio Lonigro21 novembre 2017