Blade Runner 2049: La Recensione – NO SPOILER

Cinema
Davide Montalto
Davide nasce a Trapani nel luglio del 1995, all’età di 5 anni si trasferisce a Brescia dove vive tutt’ora. Fin da piccolo è appassionato di videogames e serie TV/film, la prima console è stato lo storico nintendo DS Lite, che conserva ancora gelosamente. Dai 15 anni si avvicina al mondo delle serie TV, usando il tempo libero disponibile per l’infinito recupero delle puntate. Da qualche anno si è avvicinato al mondo della MARVEL [..]

Davide nasce a Trapani nel luglio del 1995, all’età di 5 anni si trasferisce a Brescia dove vive tutt’ora. Fin da piccolo è appassionato di videogames e serie TV/film, la prima console è stato lo storico nintendo DS Lite, che conserva ancora gelosamente. Dai 15 anni si avvicina al mondo delle serie TV, usando il tempo libero disponibile per l’infinito recupero delle puntate. Da qualche anno si è avvicinato al mondo della MARVEL [..]

Finalmente ci siamo. Chi dice che non lo aspettava mente spudoratamente. Stavolta alla regia non abbiamo più il buon vecchio Ridley Scott, che passa alla produzione, ma bensì Denis Villeneuve (Arrival).  Sarà stata la scelta giusta passare il testimone? Ma soprattutto: il film funziona?

TRAMA

Ovviamente non abbiamo molto da dirvi sulla trama, per non inceppare in qualche spoiler selvatico.

Los Angeles, 2049, 30 anni dopo i fatti del precedente film. Tutti i vecchi modelli di replicanti sono stati terminati e ne sono subentrati dei nuovi tipi. Nonostante gli anni, i Blade Runner sono ancora operanti.Il nostro protagonista, l’Ufficiale K, interpretato da Ryan Gosling, mentre svolge un normale compito di routine, scopre un grosso segreto che potrebbe cambiare le sorti e la visione del mondo dell’intera società. Per andare alla radice dell’ignoto, decide di mettersi alla ricerca di Rick Deckard (Harrison Ford), ex blade runner, di cui non si hanno più tracce da circa 30 anni.

MINIMAL

Siamo stati abituati da Scott a un atmosfera e un ambiente confusionario, quasi caotico. Nulla di tutto ciò è presente nel nuovo lavoro di Villeneuve, che delimita ambienti puliti, chiari, quasi minimali, dove è presente solo l’essenziale, ma che riesce comunque a comunicare il messaggio che il regista vuole. I colori, l’illuminazione, i contrasti tra ombra e luce sono usati magistralmente e con grande ponderazione, riuscendo a fondere lo stato d’animo del protagonista con l’ambiente circostante, rendendo quasi papabile i sentimenti stessi, attraverso i colori e i giochi di luce( lo ammettiamo, alcuni scenari sono da poster).

Fotografia che è affidata niente popò di meno che a Roger Deakins, che ha accumulato la bellezza di ben 13 nomination. Il maestro della fotografia non sfoggia subito i suoi assi nella manica, ma lo fa gradualmente, lasciando allo spettatore il tempo di ammirare e godersi il momento, per poi passare allo step successivo e culminare con alcuni frame da togliere il fiato.

JOI

Uno degli aspetti più interessanti di Blade Runner 2049 è proprio Joi, l’assistente del nostro Ufficiale K ( un’intelligenza artificiale acquistata dallo stesso per compagnia). Con l’introduzione di questo personaggio Villeneuve dimostra che oltre ad essere riuscito a dare un degno seguito al capolavoro cinematografico, riesce anche a introdurre un’idea nuova, estranea al mondo a noi precedentemente conosciuto nel lontano 2019.

Grazie a Joi ci saranno momenti che non avranno bisogno di parole per esser spiegati, sentimenti che vanno oltre “l’uomo fatto di carne e ossa”, malinconici e incredibilmente puri allo stesso momento,in grado di creare un lieve e mesto romanticismo, quanto basta per commuoversi.

DECKARD

Se nel precedente il comparto audio era stato affidato a Vangelis, noto compositore greco, stavolta la scelta è caduta su niente di meno che l’accoppiata Zimmer /Johannsson; credeteci, funzionano alla grande. Come nel primo, siamo costantemente attanagliati da quel senso di inquietudine e claustrofobia che la colonna sonora provoca. Nonostante fosse difficile replicare le sensazione del primo Blade Runner, i due compositori hanno fatto un lavoro eccelso, che insieme alla fotografia e all’uso del colori crea il perfetto di mix, che cala lo spettatore all’interno del film, quasi come vivere il tutto il prima persona.

REPLICANTI?

Blade Runner 2049 non vuole essere un titolo completamente diverso dal suo predecessore, ma anzi, riesce a riprendere alcuni argomenti approfondendoli, sviscerandoli e riuscendo a rendere chiare molte cose lasciate forse in sospeso o definite in modo poco chiaro. Perché Blade Runner 2049 non è un filmetto da dimenticare, con un replicante, qualche donna, un cattivo e una storia d’amore. Blade Runner 2049 è il degno successore del lavoro di Ridley Scott; dove altri avrebbero potuto fallire avendo a disposizione un’enormità di materiale e possibilità, Villeneuve non ha vacillato ed è andato a segno.

Vale la pena di vederlo? Si, l’ottimo cast non ha deluso le aspettative. Vale la pena vederlo? Si, il regista ha fatto un grande lavoro, degno di nota. Vale la pena vederlo al cinema? Si, per godere a pieno questo film dovete assolutamente vederlo sul grande schermo. ( Hey, le musiche sono affidate a Hans Zimmer e Johann Johannsson, di cosa stiamo parlando?)

 

Te l’ho sempre detto, sei speciale

 

Blade Runner 2049

Blade Runner 2049
85

Trama

8/10

    Sceneggiatura

    8/10

      Fotografia

      10/10

        Regia

        9/10

          Cast

          9/10

            Pros

            • Fotografia a dir poco spettacolare
            • Ottimo cast
            • Ottimo lavoro di Hans Zimmer & Jóhann Jóhannsson

            Cons

            • Piccoli dettagli di trama trascurati

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