Black Mirror, la terza stagione vince ma non convince

Recensioni
Miriam Crucinio
Classe 1984, nasce e cresce in un piccolo paesino Lucano, per poi spostarsi a Lecce dove studia Restauro all’Accademia di Belle Arti. Appassionata di cinema, amante dell’arte, dei fumetti, delle serie TV e dei videogames una vita non le basta! Nel 2016 frequenta un corso di fumetti e spera che finalmente smettano di dirle che è troppo vecchia per queste cose. La verità è che lo è, ma non le interessa perché da grande vuole guidare il Tardis.

Classe 1984, nasce e cresce in un piccolo paesino Lucano, per poi spostarsi a Lecce dove studia Restauro all’Accademia di Belle Arti. Appassionata di cinema, amante dell’arte, dei fumetti, delle serie TV e dei videogames una vita non le basta! Nel 2016 frequenta un corso di fumetti e spera che finalmente smettano di dirle che è troppo vecchia per queste cose. La verità è che lo è, ma non le interessa perché da grande vuole guidare il Tardis.

La serie TV inglese si è da subito distinta nello scenario televisivo per il suo occhio critico sulla società futura e contemporanea. Con i suoi temi angoscianti, la sua fotografia, a tratti inquietante, la narrazione lenta e sorprendentemente efficace, ci ha trasportati in un mondo futuristico. Un mondo  spaventosamente plausibile, dove l’uomo è schiavo della tecnologia. Una schiavitù diversa rispetto ai film di fantascienza a cui siamo abituati, qui non ci sono i robot che si ribellano ma noi esseri umani, che abbiamo perso il controllo sulle nostre vite, dando alla tecnologia la possibilità di sopraffarci.

Questa è la descrizione di Black Mirror, o almeno, questo è quello che possiamo dire delle prime due stagioni. Ma possiamo dire lo stesso di questa nuova stagione?

black-mirror-season-3-netflix-series

Inizialmente la serie Tv fu mandata in onda su Channel 4, un canale meno diffuso e meno mainstream rispetto all’ormai celebre sito di streaming Netflix, che ne ha acquistato i diritti. Nelle prime due stagioni si respira un senso di libertà espressiva che ora sembra essersi perso.

Sin dal primo capitolo, Nosedive, è evidente che qualcosa si è perso, l’episodio rientra nello schema narrativo della serie, però risulta privo di spunti critici e stucchevole. Gli episodi successivi si dirigono a picco verso una rapida discesa, il cui fondo viene toccato dall’episodio San Junipero. Il capitolo quattro si discosta moltissimo dallo schema a cui Charlie Brooker ci ha abituati. Buonista, sentimentale, lezioso, un episodio che sembra studiato ad hoc per la vendita al pubblico. Risulta essere troppo commerciale e con un tema di attualità (omosessualità e diritti civili)  inserito come da copione in ogni serie targata Netflix.

landscape-1471553666-cqktqcnwyaazgih

Il tiro, fortunatamente, viene corretto con l’episodio cinque Men Against Fire, dove la critica torna ad essere pungente, antigovernativa e finalmente in stile Black Mirror, anche se non come ci si aspetta.  L’episodio che chiude la terza stagione, Hated in the Nation, è sicuramente uno dei migliori, nonostante i toni siano decisamente pacati rispetto alle precedenti, ci si trova di fronte ad un tentativo di rivalsa. Più lungo degli altri, dura ben 90 minuti, rappresenta la degna conclusione di una terza stagione incentrata sui social network e su come questi siano la giungla dei giudizi, delle colpevolizzazioni e del cyber-bullismo.

Insomma la terza stagione non ha convinto del tutto, è fin troppo evidente lo zampino di Netflix e la ricerca di un prodotto fruibile a tutti, questo purtroppo, ha fatto si che la serie perdesse il suo smalto iniziale.

black-mirror

Non ci resta che sperare che la quarta stagione (in uscita nel 2017) torni ad essere la serie di élite di cui i fan si sono innamorati.

Black Mirror - Season 3, la recensione

Black Mirror - Season 3, la recensione
73

Regia

8/10

    Fotografia

    7/10

      Sceneggiatura

      7/10

        Colonna sonora

        7/10

          Cast

          8/10

            Pros

            • Innovativa
            • Irriverente
            • Geniale
            • Futuristica

            Cons

            • Angosciante
            • Lenta
            • Leziosa

            Altri articoli in Recensioni

            Star Trek: Discovery 1×04 e 1×05, la Recensione

            Matteo Ivaldi20 ottobre 2017

            South Park – 21×05 Hummels and Heroin

            Alessandro d'Amito19 ottobre 2017

            The Handmaid’s Tale stagione 1, la Recensione – NO SPOILER

            Domenico De Martino14 ottobre 2017

            South Park – 21×04 Franchise Prequel

            Alessandro d'Amito12 ottobre 2017

            Star Trek: Discovery 1×03, la Recensione

            Matteo Ivaldi9 ottobre 2017
            My Hero Academia Stagione 2

            My Hero Academia – 2×25 Encounter

            Alessandro d'Amito3 ottobre 2017