Bioshock 10 Years Anniversary: alla riscoperta della città di Rapture

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Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Era il 21 Agosto 2007 quando in America venne rilasciato, allora in esclusiva per Xbox 360, il videogioco intitolato Bioshock. Allora la casa produttrice, la Irrational Games era nota principalmente per i suoi due giochi fantascientifici System Shock e System Shock 2.

Bioshock però fu un successo, portando nuova fama sia alla casa produttrice che a quella di distribuzione, la 2K, che fece produrre, a tre anni di distanza, un sequel Bioshock 2, seguito da Bioshock: Infinite solo nel 2013.

Il primo capitolo fu l’indimenticabile occasione in cui lo sceneggiatore e capoprogrammatore Kevin “Ken” Levine ci fece conoscere l’ormai decaduta utopia subacquea di Rapture, città fondata e costruita in gran segreto da Kevin Ryan, industriale americano, per permettere alle grandi menti scampate alla 2a Guerra Mondiale, di costruire e vivere in una società dove il loro lavoro era giustamente ricompensato.

Fu in un turbinio di ambientazioni impressionanti, dal design quasi senza tempo, che i videogiocatori del 2007 furono condotti in un mondo sempre più oscuro e malato, al fine di riuscire a decifrare tanti segreti sfuggenti ed enigmatici.

Bioshock è un FPS altamente basato sull’immedesimazione che pone il giocatore nei panni di Jack, un sopravvissuto ad uno schianto aereo che per sopravvivere si trova a dover scendere nelle profondità marine e a farsi strada in una città solo apparentemente abbandonata.

Le armi del gioco sono di tre tipi: abbiamo l’iconica arma corpo a corpo del videogioco, la chiave inglese, varie armi da fuoco e i plasmidi, estratti di un mollusco marino, capaci di modificare il DNA umano, al fine di donare al soggetto capacità rigenerative e poteri di vario genere (telecinesi, piromanzia…).

Jack si troverà a dover recuperare i suoi stessi ricordi, persi a causa dell’incidente, e a ricostruire la storia della città pezzo per pezzo, attraverso i luoghi visitati, i personaggi conosciuti e i diari ritrovati.

Tutto andrà poi a comporre un quadro inquietante e pericoloso, che andrà a rivelare quanto in una città dove la pazzia regna sovrana, non sono i mostri o i fantasmi il reale nemico.

I nemici di Bioshock, sono però tanto importanti quanto il suo protagonista, la trama assolutamente coinvolgente e il sistema di integramento dei collezionabili nella trama principale.

Oltre ad esserci diversi tipi di nemici, ogni tipologia rappresenta una specie di sottotrama a sè, come se ogni tipo di nemico sia la manifestazione fisica di ogni aspetto segreto della città. I più iconici sono sicuramente i pazzi con la maschera di coniglio, i mutanti dai poteri simili a quelli di un ragno, i Big Daddy e i Rosie.

Questi ultimi due avversari costituiscono la vera eccezionalità di Bioshock, che oltre a dimostrare una certa attenzione nella costruzione di ognu suo personaggio, sia esso secondario o principale, riesce a rendere degli avversari affascinanti ed iconici ancora più che della stessa ambientanzione o del protagonista.

Proprio i Big Daddy sono celebrati nella 10 Years Edition di Bioshock, annunciata da IGN e che pare sarà esclusiva statunitense, dove verrà venduta da Gamestop e dagli shop della 2K.

Ad oggi, giocando o rigiocando a Bioshock è possibile riscoprire un livello base di difficoltà, un attenzione alla trama e un utilità dei collezionabili che purtroppo sempre meno giochi sembrano avere, soprattutto parlando di First Person Shooter.

La stessa saga di Bioshock, per tornare al suo originale splendore, ha dovuto aspettare il ritorno dell’ideatore Kevin Levine che nel 2013 supervisionò sia la creazione di Bioshock: Infinite e il DLC Funerale in Mare, praticamente obbligatorio per gli estimatori di Rapture.

Ad oggi, dopo la chiusura della Irrational Game da parte dello stesso Levine che ne era fondatore, ci limitiamo a rendere omaggio a questo piccolo gioiello videoludico e ad augurarci di giocarne tanti altrettanto belli nel prossimo futuro, essendo comunque grati che, nel frattempo di tali titoli, si possa giocare alla saga di Bioshock anche sulle console dell’attuale generazione grazie alla recente remastered.

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