BeComics Padova – Intervista all’organizzatore Matteo Crosera

Eventi
Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Padova dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma, Dublino e Matera. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia e geografia alle superiori e alle medie, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Padova dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma, Dublino e Matera. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia e geografia alle superiori e alle medie, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Come già annunciato in un altro nostro articolo, dal 17 al 19 Marzo la città di Padova sarà invasa da fumetti, game e cosplayer per l’evento di grande rilevanza che sarà il BeComics. Questa sarà la prima edizione del festival a misura di cittadino. Si, perché il festival non sarà contenuto in uno spazio delimitato ma assumerà dimensioni cittadine.

Noi di NerdPlanet.it abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con Matteo Crosera, uno degli organizzatori del festival. Un’interessante lettura per saperne di più sul BeComics, la sua organizzazione e tutte le novità che il festival avrà da offrirci. Ecco a voi, di seguito, l’intervista

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Come è nata l’idea del BeComics e cosa poi vi ha spinto a realizzarla concretamente?

A Padova non esisteva un evento di questo tipo e di questa portata, né nella città né in quelle immediatamente vicine. Abbiamo, quindi, ragionato su che tipo di evento proporre al pubblico, visto il diffondersi di questi eventi e fiere dedicate al mondo del comics che spesso e volentieri assomigliano più a mercatini con cosplayer. Abbiamo pensato che l’unica forma che potesse essere proposta ad un più alto livello, fosse quella cittadina. Abbiamo trovato disponibilità nell’amministrazione comunale che ci ha concesso l’uso della città intera. Quindi l’idea nasce essenzialmente da qui.

Possiamo dire che sarà una Lucca in miniatura?

Assolutamente no, il paragone è troppo forte per essere assorbito da noi. Da Lucca sicuramente prendiamo un modello, che è quello di realizzare un evento che coinvolga la città intera, che è sicuramente un modello di successo. Ma non possiamo paragonare i due eventi, anche perchè non possiamo mettere sullo stesso piatto della bilancia il nostro evento, che è a una prima edizione, e quello di Lucca, che ha festeggiato lo scorso anno i cinquant’anni. Però cercheremo di rappresentare il mondo del comics e games attraverso i suoi protagonisti, partendo dagli editori e dagli autori, restando comunque nelle dimensioni di una prima edizione.

Ciò che colpisce molto, leggendo anche il programma, è la volontà di dare al BeComics di Padova un respiro più culturale. Avete, infatti, scelto di organizzare importanti mostre in palazzi di grande rilevanza storico-artistica. 

Il fattore culturale è un punto importantissimo, un motore che ha mosso l’intera organizzazione del BeComics. Noi stiamo ragionando per promuovere eventi culturali legati alla pop culture, e non lo stiamo facendo solo per il BeComics ma lo facciamo già da un po’. L’attenzione alla cultura e all’arte parte dalla volontà di far diventare la nona arte non più un’arte applicata ma qualcosa di più, di vivo e tangibile. Possiamo dire che il BeComics è partito proprio da qui, dalle mostre e poi è arrivata l’idea di ampliare il contesto e organizzare un vero e proprio festival.  Stiamo cercando di fare un’operazione in cui le mostre di tavole siano di supporto al festival e viceversa. 

Centro Culturale Altinate San Gaetano di Padova, dove si terranno alcune delle mostre in programma

Centro Culturale Altinate San Gaetano di Padova, dove si terranno alcune delle mostre in programma

Ci è piaciuto molto ragionare sul concetto di tavola originale. Oggi le mostre di fumetto che possiamo trovare su tutto il territorio nazionale, sono sicuramente di grande rilevanza storica, ma sono legate molto al concetto di tavola originale. Se invece parliamo di contemporaneo le cose cambiano decisamente, e noi abbiamo voluto rivoluzionare il concetto proprio di tavola orginale. Oggi, nel processo di creazione di un fumetto, il più delle volte, la tavola originale non esiste più: l’artista realizza il disegno a matita e poi continua a lavorare sulla tavola in maniera digitale. Quindi noi proporremo anche delle mostre che saranno molto attente a questo particolare contenuto e alla digitalizzazione dell’opera d’arte fumetto. Questo è un concetto che nel mondo del fumetto è compreso ed è assolutamente legittimato, ma questa legittimazione non è ancora avvenuta nel mondo dell’arte, quindi la nostra sarà anche una provocazione. 

Sappiamo che durante questi tre giorni di festival si svolgerà anche la prima edizione del premio giovani disegnatori under 25, vorresti parlarci un po’ del perché avete scelto di dare vita a questo concorso?

Questa è stata un’altra delle nostre scommesse: voler lasciare un segno soprattutto sui giovani. Il premio under 25 è riservato a giovani autori che abbiano almeno una pubblicazione alle spalle. Abbiamo voluto mettere in palio un premio in denaro, che per quanto semplice e banale possa essere può aiutare l’artista nella sua formazione o anche, più semplicemente, a pagare l’affitto per qualche mese. Molte sono le adesioni che ci stanno arrivando da tutta Italia e questo ci ha davvero stupito in positivo. 

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Per quanto riguarda l’area “game”, cosa avete in serbo per noi?

Abbiamo cercato di dare spazio ai principali editori di giochi che avranno il compito di far giocare le persone. Un’altra novità è la partecipazione di games workshop, quindi abbiamo riservato grande attenzione al mondo del gioco 3D e del modellismo. Una realtà quest’ultima che oggi sta trovando grande riscontro tra i giovani e che noi abbiamo voluto valorizzare nei nostri spazi dedicati. Inoltre, per quanto riguarda la sezione game, abbiamo innescato un forte interesse anche nell’università di Padova che ha voluto organizzare una serie di convegni riguardanti, appunto, il mondo dei videogame e delle attività ludiche in generale. 

I manga, gli anime e tutto ciò che la cultura occidentale ha assorbito dal Giappone sarà presente al BeComics. Ma in che modo?

Il mondo dei manga non poteva non esserci (anche per passione personale) soprattutto perché la pop culture giapponese è ormai entrata a far parte anche della nostra cultura occidentale. Probabilmente fenomeno dei manga, assieme a quello del graphic novel, è l’unico che riesce ad essere così penetrante e trasversale nella nostra società, infatti siamo arrivati alla quarta generazione che si è in qualche modo “formata”sui manga e gli anime giapponesi. Un’indiscrezione che posso dare ai lettori è che ci sarà una mostra dedicata all’animazione giapponese, perché anche su questa tematica non si è ancora detto abbastanza, e soprattutto è un settore che interessa molto il pubblico, basti pensare agli incassi di Your Name (la nostra recensione a questo link n.d.r.) che è stato distribuito nelle sale alcune settimane fa. Infatti ci sarà anche Francesco Chiatante (potete leggere l’intervista realizzata da NerdPlanet a questo link n.d.r.) che proietterà il suo documentario Animeland. Quello che però vogliamo fare, se non in questa edizione nelle prossime, è quella di attirare un pubblico meno nostalgico, cioè le nuove generazioni. Se pensiamo al fatto che diverse generazioni sono state affascinante dal mondo dell’animazione giapponese non possiamo non pensare ai giovani che non vivono di nostalgia ma di possibilità future, e vogliamo dedicare spazio anche alle loro esigenze. 

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Quali saranno le innovazioni che il BeComics riuscirà a dare, anche rispetto ad altre fiere del fumetto?

Sicuramente un’attenzione particolare sarà data al mondo dell’infanzia. Abbiamo la fortuna di avere a disposizione degli spazi dell’orto botanico dell’Università di Padova che accoglieranno l’area dedicata ai bambini. Sarà realizzata un’area laboratorio curata con tutte quelle che sono le nuove tecniche di allestimento per l’infanzia, ponendo l’attenzione sia all’aspetto ludico sia a quello culturale. Ci saranno workshop, mostre e aree tematiche dedicate proprio ai più piccoli. Le nuove generazioni saranno i lettori dei fumetti di domani ed è doveroso fornire a loro e alle famiglie degli spunti di riflessione ben ponderati e interessanti. 

Un’altra, forse la più importante novità del BeComics è, appunto, il fatto che saremo in città, l’intera Padova sarà coinvolta nella manifestazione. Inoltre, i cosplayer avranno libero accesso alle vie cittadine dove avranno luogo le manifestazioni che si susseguiranno durante il festival. Anche perchè il fenomeno dei cosplayer è un’altra forma della nostra cultura popolare che va indagata e compresa, è il nostro nuovo teatro che va valorizzato e non combattuto. 

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Noi di NerdPlanet.it seguiremo in prima persona l’evento del BeComics e nel frattempo vi terremo aggiornati riguardo a tute le novità che gli organizzatori stanno preparando per noi. Vi invitiamo a seguire il sito internet dedicato al festival ito www.becomics.it, la pagina Facebook e il canale YouTube.

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