Atomica Bionda, la Recensione – NO SPOILER

Cinema
Matteo Gatta
Grande appassionato di storie, racconti e vasti universi espansi. Che questi siano narrati attraverso manga, comic, cinema, serie tv o libri poco importa.

Grande appassionato di storie, racconti e vasti universi espansi. Che questi siano narrati attraverso manga, comic, cinema, serie tv o libri poco importa.

1989. Il muro è prossimo a cadere. Spie e controspie sono ancora in azione. Ci sono nomi e documenti ancora da carpire e che potrebbero essere utili per ricatti futuri, oppure notizie segrete ed esplosive che è meglio rimangano tali. Per l’“Atomica Bionda” dell’IM6 britannico Lorraine Broughton la missione non finisce mai. Nella futura capitale della Germania riunificata, in quei giorni altrettanto esplosivi, Charlize Theron, nel pieno del suo vigore fisico e della sua conturbante sensualità, viene spedita per collaborare con David Percival (l’eccezionale James McAvoy), che è a capo della stazione di intelligence alle prese con l’omicidio di un collega avvenuto da poco e potenzialmente devastante, visti i segreti che portava con sé: una lista di agenti sotto copertura infiltrati a Berlino Est. Lorraine deve fare in modo che le identità non vengano compromesse. Una trama che si dirama tra il presente, l’interrogatorio subito dalla protagonista e la missione da lei raccontata nel caos delle proteste in piazza, in una Berlino Est che fa paura, colma di poliziotti ad ogni angolo della strada. Tradimenti e intrighi, l’unica regola: “non fidarsi mai di nessuno“.

Il film è ispirato alla Graphic Novel “The Coldest City” di Anthony Johnston. Il font delle scritte in sovraimpressione e i colori fluo ci introducono, sin dalle prime scene, in un ambiente dallo stile fumettoso e molto pop.

Atomica Donna

Lorainne è sicuramente uno delle action hero più riuscite di sempre. L’attrice combatte veramente, niente controfigure e le scene di lotta sono terribilmente realistiche. La protagonista e i suoi avversari soffrono e sputano sangue dopo aver ricevuto un pugno nello stomaco e barcollano dopo una botta in testa. Così fa anche la cinepresa: è instabile, barcolla, trema e sembra cadere insieme ai personaggi.
Lo spettatore riesce a percepire il dolore, la lotta non è sentita come una semplice scena d’azione, ma come un momento di estrema tensione. Se anche la protagonista riesce ad avere la meglio nello scontro, torna a casa sanguinante e cerca sollievo in una vasca riempita di cubetti di ghiaccio, dove la bellezza del corpo nudo di Charlize Theron stride con i lividi, i tagli e i graffi che la ricoprono. In questo modo, quella che potrebbe sembrare una comune scena sexy, assume un significato totalmente diverso, più profondo e intenso. È la celebrazione del “Fight like a girl”. Combatte seguendo le vere capacità di una donna. Usa l’ambiente circostante e ne trae vantaggio per prevaricare sugli avversari di sesso maschile. L’attrice in un’intervista scherzando dice “gli stuntman hanno ricevuto così tante botte che ho dovuto offrire loro da bere parecchie volte“.

Atomica città

Le scene più tragiche sono accompagnate da cult anni ’80, come “Sweet Dreams” degli Eurythmics, brani funzionali, che ci suggeriscono che fuori da Berlino la vita va avanti, le persone si divertono. Ma Berlino è “ un nido di vespe” ci suggerisce David Percival, il personaggio interpretato in modo eccezionale da James McAvoy. Egli rappresenta al limite dell’esagerazione Berlino. E’ intelligente, doppiogiochista, diviso fra la sua irrefrenabile ricerca di piaceri e i suoi doveri in quanto agente. McAvoy riesce con estrema abilità a rendere giustizia al personaggio che “ama alla follia Berlino“.
 
Interessante del film è il periodo in cui è ambientato: ci permette di capire che un conflitto non si risolve in un giorno. Simbolica è la scena di un agente morente che si trascina in mezzo ai festeggiamenti del 9 Novembre. Il muro è stato abbattuto, ma la guerra non è finita e non ha ancora esaurito le sue vittime.
David Leitch recupera tutto l’immaginario delle spy story classiche piazzandolo in un ambiente per lo più notturno, liquido come sono i giorni di un regime che collassa e che disegnano un futuro del tutto incerto.
Atomica Bionda è uno dei miglior film che possiate trovare al cinema quest’anno. Riuscito sotto tutti i punti di vista, assolutamente da non perdere!

Atomica Bionda, la Recensione – NO SPOILER

8.6

Regia

9/10

    Sceneggiatura

    8/10

      Colonna Sonora

      9/10

        Cast

        9/10

          Fotografia

          9/10

            Pros

            • Regia perfettamente adatta alle situazioni
            • Dialoghi pungenti
            • Cult anni 80 in contrasto con gli eventi
            • Charlize Theron da sola vale il biglietto
            • Colori e luci fluorescenti coerenti alle musiche

            Cons

            • Personaggi secondari poco approfonditi per dar maggior risalto ai protagonisti

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