Assassin’s Creed: Origins, La Recensione – NO SPOILER

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Ci sono serie, nel mondo videoludico, che saranno destinate per sempre a spaccare il pubblico esattamente a metà. Una di queste è di sicuro Assassin’s Creed, il mastodontico brand made in Ubisoft che, negli anni, è divenuto un vero e proprio oggetto di culto per schiere infinite di giocatori e, allo stesso tempo, si è vista additare come una saga senza anima a cadenza annuale volta esclusivamente a mungere le tasche dei suoi numerosissimi fan.

La verità, come al solito, sta nel mezzo. Dal punto di vista commerciale è innegabile come l’ingranaggio messo a punto dalla software house francese sia ben oliato e funzioni in modo impeccabile grazie ad un marketing infallibile e all’indiscutibile fascino delle ambientazioni proposte dai suoi vari capitoli.


Dall’altra parte, tuttavia, soprattutto in tempi recenti, si avvertiva in modo deciso la necessità impellente di apportare forti cambiamenti alla formula di gioco che iniziava a risultare pericolosamente stantia e ridondante con episodi lanciati sul mercato ogni anno che tendevano a somigliarsi fin troppo tra loro, dotati, peraltro, di evidenti problemi dettati da uno sviluppo affrettato che hanno ben presto attirato lo sdegno dei fan. Ubisoft è stata, quindi, abbastanza intelligente e lungimirante da capire che la sua gallina dalle uova d’oro aveva bisogno di riposare, aveva bisogno di ritrovare la brillantezza ormai da tempo perduta per tornare a splendere nell’olimpo delle grandi, memorabili saghe videoludiche.

Così, dopo un anno di assenza dalle scene, Assassin’s Creed torna nei negozi con Origins, capitolo che, come suggerisce il titolo, ci porterà a vivere la fondazione del millenario ordine degli Assassini regalandoci un tuffo in una delle epoche storiche più affascinanti, misteriose e intriganti: quella dell’Antico Egitto. Sarà riuscito il colosso francese a rinnovare una delle proprie saghe di punta al punto da regalarci il miglior titolo possibile col nome “Assassin’s Creed” stampato in copertina? Scopritelo con noi nella nostra recensione!

QUANDO TUTTO EBBE INIZIO

Uno degli elementi cardine per il successo di Assassin’s Creed è sicuramente la sua trama intricata e ricchissima di dettagli e questo Origins non fa eccezione. Ci ritroveremo a vestire i panni del medjay Bayek di Siwa, un uomo dotato di un forte senso dell’onore che si erge a protettore del popolo in un periodo di forti tumulti socio-politici, almeno fino al giorno in cui viene attirato in una trappola, ordita da una misteriosa setta, che sfocerà in un trauma capace di segnarlo profondamente, tanto da modificare il suo carattere in modo radicale. Quello che saremo chiamati a impersonare è un uomo psicologicamente devastato, mosso da una feroce e cieca sete di vendetta che lo porterà a percorrere l’Egitto in lungo e in largo alla ricerca degli uomini responsabili delle sue disgrazie.


E’ un personaggio notevolmente diverso da tutti quelli che abbiamo apprezzato nelle precedenti incarnazioni della serie, magari caratterizzato un pelo meno approfonditamente di quello che ci saremmo aspettati ma che comunque svolge il proprio ruolo egregiamente al punto da farci affezionare a lui, alle vicende che lo vedono protagonista e a desiderare ardentemente di vedere quella vendetta che tanto brama finalmente compiuta. Discorso leggermente diverso, invece, per Aya, la moglie del nostro Bayek, che lo accompagnerà in gran parte degli avvenimenti chiave proposti dal titolo e che gode di una scrittura precisa, sfaccettata e incredibilmente interessante.

La narrativa di Assassin’s Creed: Origins, in definitiva, va annoverata tra le migliori che la serie abbia mai proposto, capace di tenere alto l’interesse del giocatore dall’inizio fino allo sfolgorante finale. Tutto l’impegno e la passione profusi dal team di Ubisoft Montreal per donare a questo progetto un plot di ottima fattura è chiaramente visibile e palpabile per tutta la durata dell’avventura del nostro Bayek e noi non possiamo che esserne piacevolmente colpiti.

L’ALBA DEL CREDO

L’opera di rivoluzione voluta e attuata dal team di sviluppo di Assassin’s Creed: Origins è cristallina , come dicevamo, già dal punto di vista narrativo ma è nella struttura del gameplay che la software house ha apportato gli stravolgimenti più profondi. Dimenticate, quindi, tutto quello che credete di sapere sulla saga e preparatevi ad affrontare un titolo che parte dalle solide basi gettate dai precedenti capitoli ma prende direzioni nuove e completamente inesplorate, abbracciando un genere nuovo ed arrivando a somigliare a capolavori come il mai troppo lodato The Witcher di CDProjekt RED.

Non ci credete? Sappiate, innanzitutto, che il titolo Ubisoft adotta per la prima volta nella sua storia un impianto da Action – RPG open world condito da missioni secondarie, equipaggiamento suddiviso per classi di rarità in stile MMO, un albero di abilità per personalizzare il proprio eroe spendendo skill point acquisiti salendo di livello, attività di contorno e tanto altro ancora. La libertà d’azione garantita al giocatore è assoluta.


Mentre esploravamo la maestosità del gigantesco mondo di gioco proposto dal titolo, infatti, più volte ci siamo ritrovati a vagare per i meravigliosi paesaggi ascoltando i discorsi della popolazione, accettando compiti da cittadini in difficoltà o semplicemente sfrecciando nel deserto sul dorso del nostro poderoso destriero dimenticando, momentaneamente, la missione principale da portare a termine immergendoci completamente in un ambiente vivo e pulsante come non mai.

Le missioni secondarie, dal canto loro, pur non raggiungendo le vette qualitative del sopracitato titolo con protagonista lo Strigo, risultano abbastanza interessanti e con qualche guizzo narrativo inaspettatamente piacevole da seguire.

Salendo di livello per affrontare le sequenze più impegnative, come dicevamo in precedenza, avremo la possiblità di acquisire abilità uniche divise in tre diverse categorie: Cacciatore, Veggente e Guerriero che potenzieranno rispettivamente l’efficacia del tiro con l’arco, delle doti di infiltrazione e delle tecniche di combattimento all’arma bianca. Questi ultimi hanno subito profonde mutazioni che non potranno che rallegrare l’utenza scontenta dallo storico problema che affliggeva gli scontri degli scorsi Assassin’s Creed ovvero l’effetto “fila indiana” che riduceva le battaglie a semplicissimi incontri uno contro uno con nemici che attaccavano uno per volta aspettando pazientemente il proprio turno per essere abbattuti. In Origins, invece, se non facciamo attenzione a eliminare i nemici con discrezione, ci troveremo ben presto accerchiati da avversari inferociti capaci di abbatterci in pochissimi colpi.


E’ stata introdotta, per l’occasione, la possibilità di bloccare la visuale su un nemico in particolare, un po’ come accadeva nei Dark Souls di From Software, e rimappati i controlli della lotta, ora assegnati ai pulsanti dorsali con cui effettuare attacchi leggeri e pesanti, parare o scoccare con l’arco. Essenziale, inoltre, la pratica della schivata che farà la differenza tra la vita e la morte negli scontri più feroci con i gruppi di nemici più folti e l’esecuzione di mosse “ultra” che, una volta riempito l’apposito indicatore, scateneranno sui malcapitati un cruento colpo di grazia.

L’arsenale è composto da una selezione nutrita di armi bianche tra le più disparate che passano dalla spada semplice alle lance, dalle mazze alle asce pesanti, dalle scimitarre alle doppie lame, oltre a una serie di accessori come bombe incendiarie e veleni vari. Eliminata, infine, la funzione “Occhio dell’Aquila” resa famosa dai vecchi capitoli di Assassin’s Creed, sostituita da Senu, il nostro fedele rapace che potremo controllare in prima persona per segnalare la presenza di nemici, scovare materiali per il crafting di munizioni ed equipaggiamenti e individuare gli obiettivi da eliminare.

Insomma, Origins rappresenta un vero e proprio punto di svolta per la serie, un capitolo che, nonostante il netto cambio di direzione, si presenta solido e dotato di un gameplay godibile e contenutisticamente molto ricco.

TECNICAMENTE PARLANDO

Dal punto di vista tecnico Assassin’s Creed: Origins soffre di una forte dicotomia. Se da un lato troviamo una direzione artistica magistrale che ha saputo riprodurre l’Antico Egitto in modo sublime impreziosendo ogni angolo della mappa con piccoli dettagli che restituiscono un mondo vivo, variegato e credibile, dall’altro abbiamo un motore grafico che inizia a risentire dei segni del tempo con animazioni facciali che non reggono il passo con le produzioni odierne, alcuni problemi con i movimenti del nostro eroe e modelli poligonali un filo arretrati.

Niente di scandaloso, sia bene inteso, ma non possiamo che fremere al pensiero di come avrebbe potuto essere questa sfarzosa interpretazione del setting con un engine all’altezza della situazione. Anche dal punto di vista sonoro il prodotto si attesta su livelli decisamente alti con una colonna sonora apprezzabile e mai invasiva e un doppiaggio in italiano di buona fattura. Discorso lievemente diverso, per finire, per l’intelligenza artificiale poco incisiva che si traduce in nemici tanto aggressivi quanto “poco furbi”, per usare un eufemismo, che potremo abbattere con facilità una volta capiti i pattern di cui sono dotati.

CONCLUDENDO

In definitiva, Assassin’s Creed: Origins è esattamente quello di cui la saga aveva disperato bisogno. E’ una ventata di aria fresca che travolge la serie e la trasforma in qualcosa di nuovo, di inesplorato, che non vedrete l’ora di gustare a fondo. La transizione in Action – RPG ha solo portato giovamento alla saga di Ubisoft arricchendone ed affinandone la struttura di gameplay, dotandola di una miriade di attività secondarie che vi porteranno via decine e decine di ore di gioco. Assassin’s Creed riparte da qui e il futuro non potrebbe essere più roseo. Bentornato.

0.00
83

Trama

9/10

    Gameplay

    9/10

      Grafica

      8/10

        Sonoro

        8/10

          Longevità

          9/10

            Pros

            • Una profonda rivoluzione per Assassin's Creed
            • Mastodontico, pieno di attività
            • Direzione artistica al top

            Cons

            • Il motore grafico inizia a risentire dei segni del tempo
            • Intelligenza artificiale deficitaria

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