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Ash vs. Evil Dead, 2×03/04. Ash non delude ma neanche sorprende.

Recensioni
Gianluca D'alessandro

Torniamo a parlare della seconda stagione di Ash vs. Evil Dead, serie televisiva statunitense prodotta per Starz di genere horror e commedia e questa volta degli episodi 2×03/04.

In seguito alla perdita del Necronomicon per via del furto della Oldsmobile Delta 88 ad opera dei ragazzi del paese, la squadra di Ash si ritrova al punto di partenza. Questa scelta di scrittura di Ivan Raimi consente alla trama principale di dislocarsi in due story-line e di approfondire alcuni aspetti.

Analisi delle story-line 

Il furto della macchina si trasforma ben presto in un incubo per i ragazzi che affronteranno un omaggio a Christine- La macchina infernale. Ebbene si, sia nel primo che nel secondo episodio quando sarà presente la Oldsmobile Delta 88 ci si ricorderà del lungometraggio firmato dal grande John Carpenter basato sull’omonimo romanzo di Stephen King. La macchina posseduta diventa l’incarnazione del male, esattamente come era nella pellicola di Carpenter; essa non è solo diabolica ma ha in sé anche un umorismo terribile contribuendo a creare un forte impatto per lo spettatore. Ha un carattere beffardo perché non solo cerca di uccidere i ragazzi che ha intorno ma si impegna a burlare le povere vittime terrorizzate dal comportamento anomalo della vettura.

Mentre la vettura dissemina il panico, nella seconda story-line viene approfondito il rapporto tra Ash e suo padre, il quale riesce ad accettare suo figlio e a diventare orgoglioso di lui. Riusciamo a conoscere di più il passato di Ash attraverso il suo amico di infanzia, anche il rapporto di Pablo e Kelly viene esplorato un minimo.

Conclusioni.

Queste quattro puntate non sono riuscite a farci gridare “Meglio della prima stagione!”, ci sono alcune soluzioni narrative un po’ banali, altre abbastanza prive di senso come la fiducia dimostrata per Ruby; Kelly infatti lascia Pablo e Ash nel pub per inseguire un personaggio che fino a qualche puntata precedente era molto imprevedibile per il suo background oscuro.

Questa improvvisa dimostrazione quasi d’affetto ad opera di Kelly ha sorpreso molto e non si riesce a trovare un senso logico; entrambi gli episodi sono ben realizzati anche se il tocco registico di Sam Raimi manca a volte nonostante la fotografia, la regia e il montaggio sono sempre di grande qualità anche se la serie si colloca come seguito spirituale del capolavoro “The Evil Dead”.

Per ora la serie televisiva è inferiore alla trilogia cinematografica e anche queste due ultime puntate l’hanno ampiamente dimostrato; nei prossimi appuntamenti settimanali ci si aspetta molto sperando in un notevole salto di qualità da tutti i punti di vista, in particolar modo per la sceneggiatura.

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