Anthony Hopkins non fu l’unico attore a essere preso in considerazione nel ruolo di Hannibal Lecter

Cinema
Matteo Ivaldi
Amante delle storie in ogni forma, ha affittato un emisfero del cervello a mondi immaginari. Avendo passato l'infanzia tra navi spaziali, Tolkien e Final Fantasy non può più fare a meno di flirtare con la fantascienza, la letteratura e i videogiochi. Talvolta può sembrarvi distratto, in realtà è probabile che stia facendo scorrere scene assurde nella sua testa con tanto di titoli di coda.

Amante delle storie in ogni forma, ha affittato un emisfero del cervello a mondi immaginari. Avendo passato l'infanzia tra navi spaziali, Tolkien e Final Fantasy non può più fare a meno di flirtare con la fantascienza, la letteratura e i videogiochi. Talvolta può sembrarvi distratto, in realtà è probabile che stia facendo scorrere scene assurde nella sua testa con tanto di titoli di coda.

A distanza di venticinque anni è quasi impossibile immaginare un volto diverso da quello di Sir Anthony Hopkins nel ruolo del dottor Hannibal Lecter, escludendo forse la versione più giovane, alternativa ma altrettanto inquietante resa magistralmente da Mads Mikkelsen nella sfortunata serie di Bryan Fuller. Hopkins appare ne Il Silenzio degli Innocenti di Jonathan Demme poco più di quindici minuti, eppure la presenza intangibile del geniale psicologo criminale e serial killer permea la pellicola per tutta la sua durata dandoci la sensazione che lui, non Clarice Starling, sia l’autentico protagonista della storia. Il Silenzio degli Innocenti vinse nel 1992 i cinque premi Oscar più importanti, Miglior Film, Regia, Sceneggiatura Non Originale, Attrice Protagonista (Jodie Foster) e Attore Protagonista proprio nonostante l’esiguo screen time di Hopkins.

Proprio Jodie Foster ha avuto l’occasione di presentare Il Silenzio degli Innocenti per il British Film Institute in questi giorni; l’attrice ha rivelato alcuni dettagli riguardo uno dei casting più azzeccati della storia del cinema, secondo i quali Hopkins non fu l’unico a essere preso in considerazione durante la pre-produzione del thriller. Al Pacino, Robert De Niro e Dustin Hoffman rimasero valide opzioni fino all’ultimo momento, quando il regista Demme (scomparso il 26 Aprile di quest’anno) manifestò l’intenzione di ingaggiare un attore britannico: Sean Connery rifiutò la proposta ed egli si spostò su Derek Jacobi e Daniel Day-Lewis prima di considerare finalmente Hopkins, ai tempi ben lontano dall’essere uno degli attori più richiesti e remunerati di Hollywood.

Lecter è un manipolatore e ha una maniera unica di tenere sotto controllo le persone grazie alla sua capacità di linguaggio…desideravamo una sorta di mostro shakespeariano. Ecco cosa ci portò a rivolgersi oltreoceano” spiega la Foster, sebbene i due non avessero avuto modo di condividere il set per lunghi momenti: gran parte dei dialoghi tra Starling e Lecter avvengono attraverso una serie di primi piani ravvicinati nello stile di Alfred Hitchcock in cui l’attore recita le proprie battute guardando direttamente in camera, senza che la presenza del collega sia necessaria.

Hopkins girò la propria parte nell’arco di sette, dieci giorni, ricorda l’attrice, e i due non ebbero modo di incontrarsi se non durante una pausa verso la fine delle riprese: “era l’ultimo giorno e stato mangiando un panino; gli dissi che ero un po’ spaventata da lui, lui disse che lo era di me, e allora ci abbracciammo.”

Hannibal Lecter è stato interpretato da svariati attori da quando i romanzi di Thomas Harris vennero trasposti su pellicola, a cominciare da Brian Cox nel primo, ormai tristemente sottovalutato Manhunter – Frammenti di un Omicidio di Michael Mann, un altro maestro del cinema moderno. Hopkins ha ripreso il ruolo di Lecter in Hannibal (2001) di Ridley Scott e Red Dragon, remake di Manhunter (2002) diretto da Brett Ratner. Il Silenzio degli Innocenti sarebbe stato un successo anche senza Hopkins data l’indiscutibile qualità della sua sceneggiatura; tuttavia, forse, non avrebbe creato un personaggio tanto affascinante e viscerale da entrare a far parte per sempre del nostro immaginario collettivo.

Fonte: ScreenRant

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