American Gods, la recensione – NO SPOILER

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Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Matera dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma e Dublino. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia alle superiori, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Matera dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma e Dublino. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia alle superiori, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Amazon Prime Video ha lanciato il guanto di sfida a Netflix, producendo una serie tv di forte impatto, American Gods, tratta dall’omonimo Best Seller di Neil Gaiman. La storia raccontata dalla serie TV, vede protagonisti gli Dei dimenticati della mitologia classica e non. Nuovi Dei che si scontrano con nuove divinità iper tecnologiche, in un fitto mistero che ci attanaglia già dalle prime scene sanguinolente del pilot.

Il protagonista dello show televisivo è il misterioso Shadow Moon, galeotto che sta finendo di scontare la pena di tre anni per una rapina in banca. Il giorno del suo rilascio, però, accade qualcosa di molto brutto (che non diciamo per evitare spoiler), che porterà Moon a rivedere un po’ la sua vita e soprattutto a riconsiderare le persone che gravitano attorno a lui. Durante il viaggio in volo verso casa per il funerale, Shadow si ritrova seduto a fianco ad un uomo che si presenta come Mr. Wednesday, il quale si dimostra essere fin troppo informato sulle vicissitudini, passate e presenti, del protagonista. L’enigmatico Wednesday proporrà a Shadow di lavorare per lui come sua guardia del corpo in cambio di un lauto compenso, ma ciò che il protagonista non immagina minimamente è chi sia in realtà il suo nuovo datore di lavoro.

DAL LIBRO ALLA SERIE TV, L’ADATTAMENTO CHE NON TI ASPETTI

Il libro di Neil Gaiman è del 2001. Un romanzo che spazia dal genere realistico-drammatico a quello fantastico. Un’opera, quella di Gaiman che riesce a bilanciare perfettamente la narrazione, portandola a un livello inaspettatamente lineare, considerando la materia trattata. Non a caso il romanzo è stato vincitore di ambiti premi per la letteratura di genere: nel 2001 vince il premio Bram Stoker, mentre l’anno successivo il premio Nebula e il premio Hugo.

Il romanzo mescola la mitologia norreno con quella delle altre civiltà antiche, in un turbinio di emozioni che rende il lettore ossessionato dalla storia narrata e soprattutto dalle possibili evoluzioni della trama. Ritornando alla serie Tv, il mistero che lo spettatore cerca di risolvere è quello dato dal contrasto. Non si capisce bene chi sia il misterioso Mr Wednesday e cosa esattamente voglia da Shadow Moon, ma lo spettatore sa che non è qualcosa di molto ortodosso. La storia poi si infittisce con l’entrata in scena di un ragazzo un po’ strano, che prende Shadow Moon nella sua limousine e cerca in qualche modo di minacciarlo. Questo ragazzo è Technical Boy, una nuova divinità inserita nel nuovo mondo che gli Dei antichi vogliono riprendersi.

Il tema della guerra, presente nel libro in maniera ingente, nel Pilot della serie torna a calcare le scene già dai primi fotogrammi. Non sappiamo bene dove la storia ci porterà e quale sarà l’evoluzione di essa rispetto al romanzo, ma sappiamo bene che la storia ha le carte in regola per diventare lo show televisivo  più appetibile della stagione.

NON SOLO TRAMA: TECNICISMI MAGISTRALI E STILE NARRATIVO MUSICALE

Sappiamo bene quanto, in un prodotto di intrattenimento, non conti solo la storia raccontata. La trama è si importante, ma non è fondamentale se non accompagnata da altri registri formali che rendono il prodotto perfettamente confezionato per il grande pubblico. Come detto, un prodotto d’intrattenimento deve intrattenere e per farlo deve avvalersi di tecnica e di tutto un crogiolo di fattori artistici che catturano l’attenzione dello spettatore.

La musica è uno degli aspetti fondamentali che rende un prodotto visivo appetibile al grande pubblico. E diciamolo pure, qui American Gods ha fatto centro. Già dal trailer accattivante (che trovate qui sotto) si può comprendere la cura dei dettagli che i realizzatori della serie hanno voluto regalare a questo show.

Altri aspetti importanti sono, sicuramente, la fotografia e le scelte del regista di realizzare un assetto tecnico accattivate e ricco di dettagli nascosti. Lo slow motion e il sangue che scorre a fiotti aiutano a capire il tipo di impatto che si vuole avere sul pubblico, ma una fotografia poetica e curata in maniera quasi maniacale, rendono anche le scene più crude, dei veri e propri sonetti visivi. Poetiche e inconsuete, le immagini del pilot vi rapiranno e vi riempiranno la testa di domande.

Una nota di merito è sicuramente la colonna sonora. Cover dal sapore elettronico si mescolano a veri e propri brani d’avanguardia dosati sapientemente dalle orecchie di Brian Reitzel. Artisti come Mark Lanegan e Shirley Manson sono stati coinvolti nel progetto prestando le loro voci a delle meravigliose cover, come, ad esempio, In The Pines.

Se siete ancora indecisi, se non sapete se iniziare a guardare o meno una nuova serie Tv, fatevi una domanda: cosa faccio aspettando la nuova stagione di Game of Thrones? Beh, American Gods è sicuramente la serie più indicata da seguire in queste settimane. Il nostro voto rasenta la perfezione. Quindi cosa aspettate, rispolverate i vecchi libri di mitologia classica, ripassate un po’ di nomi e cercate di trovarli in questa nuova serie TV. Le scommesse sono aperte, chi sarà in realtà Mr Wednesday?

American Gods

American Gods
87

Storia

9/10

    Regia

    8/10

      Messa in Scena

      9/10

        Recitazione

        8/10

          Colonna Sonora

          10/10

            Pros

            • L'aspetto tecnico della serie tv American Gods è ricercato e sopraffino. È sicuramente un punto a favore, insieme a tutto l'apparato narrativo.

            Cons

            • La trama risulta un po' troppo dilatata rispetto al libro.

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