Alla Ricerca di Dory – Recensione

Cinema
Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Alla Ricerca di Dory è stato un seguito molto atteso. Sequel diretto ed ufficiale di Alla Ricerca di Nemo, film d’animazione sempre della Disney Pixar del 2003, questa pellicola ci racconta il passato, presente e anche un po’ di futuro di uno dei personaggi che già nella pellicola originale aveva lasciato un segno nella memoria di tutti i fan Disney, appunto Dory.

LA TRAMA IN BREVE (O QUASI)

Dory è un’adorabile Paracanthurus Hepatos che, rispetto a tutti i suoi simili, soffre di un grave problema di amnesia o, come l’adorabile piccola Dory ripete all’inizio del film soffre “di perdita di memoria a breve termine“. La prima parte del film è proprio incentrata su questo, Dory è ancora piccola e vive con i suoi genitori, un quadro molto diverso rispetto a quello in cui l’abbiamo conosciuta nel primo film, ci vengono mostrati i suoi genitori, apprensivi verso la piccola, che stanno cercando di tenerla al sicuro. Purtroppo Dory si trova improvvisamente strappata ai suoi, è piccola, sola ed impaurita in mezzo al mare, grande, sconfinato e pieno di pericoli.

La piccola Dory.

La piccola Dory.

E’ proprio cercando i suoi genitori che Dory comincerà un viaggio di crescita, nel senso letterale del termine, in quanto imparerà con l’esprienza a trattare con gli sconosciuti e a dover fare i conti con la sua amnesia, ma soprattutto perchè, anche avendo cominciato questo viaggio da piccola, la vedremo maturare e crescere fino ad arrivare ad essere la Dory che abbiamo incontrato e amato nel primo film.

La prima parte infatti si chiude con l’incontro di Dory e Marlin, quando quest’ultimo cercava disperatamente il figlio Nemo, il tutto è chiuso con un salto temporale che ci porta al vero inizio del film. Dory è, per così dire, la vicina di casa di Nemo e Marlin, i problemi di memoria non sono passati, Marlin e Nemo sono sempre preoccupati per lei, così come gli altri pesci della comunità che l’hanno accettata tra loro. Lei sta tentando di adattarsi a questa nuova vita quando purtroppo il destino le gioca un brutto scherzo.

Nel suo lungo viaggio Dory aveva sempre cercato i suoi genitori, o almeno lo aveva fatto fino a quando la sua amnesia le aveva prima fatto scordare cosa stava cercando e poi cosa stava facendo. Alla fine il ricordo dei genitori diventa qualcosa di astratto per lei, o meglio, lei sa di avere dei genitori “perchè è logico, tutti hanno dei genitori”, come dice lei stessa, ma non ricorda né dove loro siano, né come si chiamino, né tantomeno di averli persi… o almeno così è fino a quando qualcosa visto di sfuggita durante una gita con la classe di Nemo non attiva dei ricordi che credeva svaniti.

Aggrappandosi a questi, con l’immancabile sostegno di Marlin e Nemo, Dory ripercorre i passi fatti nella sua ricerca orginale, diretto verso la sua casa originale. E’ così che arriva a ricordare poco a poco quasi tutto quello che aveva dimenticato, fino ad arrivare al Parco Oceanografico della California, proprio la casa che aveva dimenticato, dove ricorderà tanto altro dei suo genitori, Charlie e Jenny.

Jenny e Charlie, i genitori di Dory.

Jenny e Charlie, i genitori di Dory.

Nel Parco incontrerà vecchi e nuovi amici (Destiny, Bailey, Hank, La Voce del Parco Oceanografico e tanti altri) recuperà ricordi importanti e se ne costruirà di nuovi, il tutto mentre Marlin e Nemo, separatisi da lei per un tragico errore, dovranno rintracciarla con l’aiuto di un gruppo di lunatici leoni marini e di un volatile molto particolare. Alla fine, dopo una ricerca coinvolgente, un’escalation di emozioni, il furto di un camion e una sequenza action da fare invidia a Michael Bay, riuscirà a scoprire la verità sui suoi genitori, oltre che il valore del motto del Parco Oceanografico.

VERSO UN’ANALISI DELLA STRUTTURA E OLTRE!

La trama, che in questa parte svisceremo un po’ di più è abbastanza semplice e, in un certo modo, anche prevedibile, ma non è questo il problema del film, che se non riesce ad eguagliare il primo film, è comunque molto godibile e divertente.

Il problema principale della storia è che sembra voler ricordare troppo le meccaniche e gli espedienti usati nell’originale ( P.Sherman 42, Wallaby Way, SidneyGioiello di Morro Bay, California), a volte anche solo per riproporre quegli scenari già collaudati e che hanno fatto colpo nel primo film, come ad esempio il fatto che a Marlin le cose vadano sempre storte, che si trovi in confitto con Nemo e che alla fine debba arrendersi al ‘metodo Dory’, finendo per dover affidarsi a quelli animali lunatici già menzionati prima ( Fluke, Rudder [, Gerald] e Becky) per poter salvare la sua famiglia, ma anche arrivare ad ampliarla.

Prima che il paragrafo precedente dia l’impressione sbagliata, ecco un’altra volta le parole da ricordare: “Alla Ricerca di Dory” non è un brutto film, semplicemente non è perfetto.

Se quelli che sono meccaniche e situazioni prese in prestito dal primo film in un certo qual modo impediscono alla pellicola di ingranare subito, strizzate d’occhio e trovate geniali prima permettono agli spettatori più maturi di sentirsi al loro agio in questa ambientazione in rapido cambiamento, facendoli poi scoprire tanti fantastici retroscena su quello che magari credevano già di sapere, il tutto mentre quelli nuovi, più giovani e meno affezionati ai protagonisti, possono farsi prendere dalla magia Pixar.

La trama è infatti costruita in modo da rendere il tutto più che godibile a chi non ha visto “Alla Ricerca di Nemo” ma da un valore tutto nuovo a chi, avendolo guardato, conosce alcune degli espedienti già usati. Gli esempi sono molti e molto ben pensati: “Zitto e nuota, nuota e zitto” è la simpatica filastrocca cantata da Dory nel primo film che qui si scopre esserle stata insegnata dai suoi genitori, la migliore amica della piccola Dory era Destiny, uno squalo balena con problemi di vista con cui lei comunicava attraverso le condotte, cosa significa questo? Dory parla davvero il balenese. ‘La questione Destiny’ ci permette di soffermarci un attimo su quel fattore di genialità che pervade il film. Destiny parla con Dory e lei quindi sa parlare con le balene, ma Destiny è anche uno squalo, un animale che Marlin capisce benissimo già di per sé, quindi quando i due personaggi s’incontrano possono comunicare senza problemi – a livello animale o di trama.

Geniale è l’utilizzo che viene fatto anche del personaggio di Hank, il polipo con sette braccia e tre cuori a cui Dory cambierà la vita e in un certo senso la salverà, nello stesso modo in cui, nel primo film, ha già fatto con un un Marlin troppo chiuso mentalmente ed emotivamente.

Volendo chiudere la parte sui punti di contatto tra primo e secondo film, non si può non fare riferimento alla strizzata d’occhio – o easter egg – meglio piazzata di tutto il film: la foto della piccola Darla che s’intravede nell’ufficio degli scienziati del Centro Oceanografico. Un piccolo colpo da maestro come oramai solo la Pixar sa fare.

Marla, la nipote del dentista comparsa in "Alla Ricerca di Nemo".

Marla, la nipote del dentista comparsa in “Alla Ricerca di Nemo”.

IL MONDO E’ PIENO DI PESCI

I due film di Nemo e Dory hanno un grande merito dal punto di vista divulgativo: riescono a proporre tanti personaggi secondari interessanti e utili, promuovendo anche una maggiore conoscenza di animali marini dati per scontati o ignorati dal grande pubblico.

In questo secondo film il grande cast di personaggi secondari è davvero fondamentale, non solo a livello di trama ma anche a livello di coinvolgimento con quello che sta succedendo. Gerald e Becky, il leone marino stupido e sbeffeggiato dagli altri suoi pari e l’anatra dall’aria sbattuta che aiuta i due pesci pagliaccio ad entrare nel centro. Questi due personaggi sono forse gli esempi migliori perché, inizialmente presentati come semplici diversivi comici, hanno poi avuto un ruolo importante nella trama come nel caso di Becky, o avuto una loro piccola trama secondaria che non solo ci ha fatto sorridere ma anche arricchito il film di qualcosa in più, come per Gerald.

Da Sinistra: Gerald, Rudder e Fluke.

Da Sinistra: Gerald, Rudder e Fluke.

Altrettanto importanti sono i personaggi secondari che il film eredita da Alla Ricerca di Nemo, come i compagni di classe di Nemo e il Maestro Ray, in quanto all’inizio aiutano Dory a ricordare e alla fine accolgono Hank come supplente e parte della comunità, fungendo ottimamente come filo conduttore tra i due film, oltre che da ponte.

SE SEI IN CALIFORNIA… NON FARE COME I ROMANI

Ecco finalmente che arriviamo a quello che forse è stato il difetto principale del film: il casting.

Non ci si sta riferendo a Luca Zingaretti, Carla Signoris, Sara Labidi, Ugo Maria Morosi o Gabriele Meoni, ma ad una singola scelta di casting che mette a serio rischio la sospensione dell’incredulità degli spettatori italiani e che quindi rischia, ad un certo punto, di minare l’intera delicata struttra di un film d’animazione come “Alla Ricerca di Dory“.

Da sinistra: Massimiliano Rosolino, Licia Colò, Luca Zingaretti, Carla Signoris, Stefano Masciarelli e Baby K.

Da sinistra: Massimiliano Rosolino, Licia Colò, Luca Zingaretti, Carla Signoris, Stefano Masciarelli e Baby K.

Il difetto è: Licia Colò. ATTENZIONE: non si sta dicendo che la presentatrice italiana non sia brava come doppiatrice o cose simili, il problema è un altro. Per quanto sia apprezzabile che la Disney abbia scelto un personaggio italiano che in un qualche modo sarebbe andato bene se il Parco Oceanografico fosse stato in Italia, il problema è che il Parco è in California, Stati Uniti. Licia Colò interpreta sè stessa che, come voce registrata, è la guida e l’illustratrice delle attrazioni e delle attività del parco. Il problema è questo: lei si presenta come Licia Colò, tutti si riferiscono a lei come Licia Colò, ma non si capisce perchè Licia Colò lavori in California. Il parco è forse in Italia? No. Viene espressamente detto e ripetuto che il parco è in California. Questa scelta di casting è pericolosa perchè rischia di distruggere quell’atmosfera di fiducia che si crea tra spettatore e pellicola, a un certo punto quando senti la Colò ‘interagire’ con i personaggi, sembra quasi che Marlin non sia più Marlin ma Luca Zingaretti che doppia un pesce pagliaccio, tanto per dirla a chiare lettere. Il problema principale lo si sente solo inizialmente, poi il film riesce a stabilizzare l’effetto sorpresa e a includerla nella trama, permettendo anche agli spettatori più maturi di godersi la parte del film più densa di azione e sentimenti. Era però necessario correre un rischio simile?

CONCLUSIONI

La pellicola, diretto Andrew Stanton, è molto godibile, riesce ad arricchire il mondo di Dory, Nemo e Marlin, nonostante un abbozzato tentativo di riprodurre a schermo quelle stesse emozioni provate in “Alla Ricerca di Nemo” 13 anni dopo la sua uscita. Nonostante una trama un po’ lenta, soprattutto nella prima parte, e qualche espediente un po’ troppo datato, il film scorre rapidamente, riuscendo a fare emozionare e a fare affezionare gli spettatori a nuovi personaggi, approfondendo la conoscenza con quelli a cui ci si era già legati, il tutto perfettamente presentato con un animazione di ottimo livello e dalle musiche perfette per coinvolgere lo spettatore.

Alla Ricerca di Dory

Alla Ricerca di Dory
75

Storia

7/10

    Animazione

    9/10

      Doppiaggio

      6/10

        Godibilità

        8/10

          Pros

          • Ottima animazione
          • Estrema attenzione ai dettagli
          • Personaggi carismatici e convincenti
          • Sa emozionare

          Cons

          • Inizio e sviluppo lento
          • Uno sforzo eccessivo di ricordare/ripetere il primo film
          • Casting italiano pericoloso

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