Alien: Covenant, la Recensione – NO SPOILER

Cinema
Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

La storia del cinema di fantascienza è popolata di creature memorabili, elevatesi, grazie al loro innegabile carisma, a vere e proprie icone pop capaci di fare breccia nei cuori e nelle menti degli appassionati: basti pensare all’implacabile Predator dell’indimenticabile film con Arnold Schwarzenegger o a “la Cosa” dell’agghiacciante film di John Carpenter per rendersi conto che si tratta di figure che hanno letteralmente scritto una pagina importantissima per l’evoluzione del medium cinematografico.

Tra tutte, però, ce n’è una, probabilmente, che racchiude dentro di sé tutte le caratteristiche che hanno reso così irresistibili questi mostri. Letale, famelico, inarrestabile, lo xenomorfo, protagonista della celeberrima serie Alien. Partorita dalla mente di Ridley Scott nell’ormai lontano 1979 è, ancora oggi, ricordato come uno dei massimi esponenti del genere. In una Hollywood in piena crisi d’idee quindi, non si poteva pensare che un brand così amato rimanesse fuori dai meccanismi di reboot/remake che la fanno da padrone negli ultimi anni e, dunque, dopo tre sequel più o meno riusciti, si è tornati alle origini cercando di spiegare la nascita e la creazione del terribile xenomorfo.

Nel 2012, Scott torna alla regia della sua creatura forse più riuscita confezionando il tutt’altro che esaltante Prometheus che avrebbe dovuto fungere da vero e proprio prequel dell’intera saga narrandoci l’ecosistema del pianeta natale di questa feroce forma di vita.

Il film, però, lasciava lo spettatore con più domande che reali risposte facendo intendere che si trattasse di un progetto composto da più pellicole che avrebbero dovuto dar forma ad una sorta di saga prequel per le avventure di Ellen Ripley e soci. Quattro anni dopo, nel Dicembre del 2016, 20th Century Fox fuga qualsiasi dubbio sulla natura pluri-episodica della nuova linea narrativa di Alien annunciando l’arrivo di Alien:Covenant, seguito diretto di Prometheus e secondo antefatto alla serie originale in uscita a Maggio 2017. Non ve lo nascondiamo, siamo grandissimi appassionati delle creature inventare da Scott e H.R.Giger e ci siamo recati al cinema con l’entusiasmo tipico dei fanatici per restare, per una seconda volta, abbastanza delusi. Volete sapere perchè? Scopritelo nelle righe più sotto…!

Nello spazio nessuno potrà sentirti…indifferente?!

La trama alla base di questo Alien: Covenant è semplice e anche piuttosto abusata nel panorama del cinema sci-fi moderno. Nell’anno 2104, ben dieci dopo le vicende di Prometheus, la razza umana deve far fronte alle solite problematiche dovute a un eccessivo sfruttamento delle risorse della Terra e, nell’ottica di cercare un nuovo pianeta abitabile per la specie, si decide di mandare l’astronave USCSS Covenant, abitata da 15 membri dell’equipaggio e oltre duemila esseri umani ibernati in ipersonno, su Origae-6 per iniziare una colonizzazione sul pianeta ed iniziare, così, una nuova vita. Durante un’operazione di riparazione della nave, tuttavia, uno dei membri dell’equipaggio capta un segnale radio proveniente da LV-223, già visto nel film precedente. Una rapida scansione rivela che il pianeta è abitabile e dotato di tutte le caratteristiche adatte alla vita umana convincendo la missione a cambiare rotta verso questa nuova destinazione. Purtroppo, una volta giunti alla meta e sbarcati sulla superficie, il gruppo si rende rapidamente conto che qualcosa non va quando uno dei militari viene infettato da una strana patologia la quale darà inizio ad un incubo ad occhi aperti che porterà i nostri eroi a confrontarsi ancora una volta con i terribili xeno.

Tagliamo corto con il racconto della storia, come di consueto, per evitare di incorrere nel rischio spoiler limitandoci a sottolineare come la sceneggiatura traballante di questo nuovo capitolo di Alien conduca più volte i vari personaggi a prendere decisioni totalmente inconcepibili per un essere umano alle prese con una forza violenta e soverchiante come lo xenomorfo rivelando la presenza di odiosi clichè da film horror di inizio secolo che cozzano pesantemente con le implicazioni filosofiche che la pellicola ha l’ambizione di trasporre.

La caratterizzazione dei personaggi, inoltre, è un grosso tallone d’Achille per questo Covenant il quale infatti, fa accenno a tratti caratteriali degli stessi che non vengono mai pienamente sviluppati facendo apparire i vari comprimari come semplici macchiette pronte ad essere fatte a pezzi dall’astuto alieno. Spendiamo, infine due parole per fare un ragionamento semplice. Il punto di forza del capostipite della serie, che oggi ha quasi quarant’anni, era la costruzione della sensazione di angoscia, claustrofobia ed asfissia che riusciva a imprimere nello spettatore, elementi che in questa nuova incarnazione del brand vengono quasi completamente tralasciati, travisando gli elementi della formula originale in cui l’orrore non scaturiva dalla mera mattanza ai danni dei protagonisti bensì dall’impostazione di un’atmosfera terrificante, unica ed indimenticabile. Un vero peccato.

Tecnica e Cast

Se dal punto di vista della sceneggiatura Alien: Covenant è solo un lievissimo passo avanti rispetto a Prometheus senza comunque raggiungere una livello soddisfacente, dal punto di vista tecnico si tratta di un prodotto quasi ineccepibile. Una regia ispiratissima, degli effetti speciali tutto sommato godibili ed il design strepitoso delle creature aliene, uniti ad una fotografia che da la sensazione di essere al cospetto di veri e propri quadri in movimento, graziano una pellicola che fa dell’impatto visivo quasi il proprio unico reale pregio.

Anche il cast si attesta su performance senza infamia e senza lode se si fa esclusione del super-carismatico Guy Pearce nei panni di Peter Weyland in una piccola parte all’inizio del film e del monumentale Michael Fassbender che, anche nel ruolo di un essere artificiale che non dovrebbe esprimere emozioni, non cessa mai di sorprenderci con la sua straordinaria bravura. La colonna sonora, infine, richiama molto da vicino quella già apprezzata nel film precedente svolgendo il proprio lavoro con una certa eleganza risultando piacevole e mai troppo invasiva.

CONCLUDENDO

Per concludere, questo Alien: Covenant è il secondo mezzo passo falso nel tentativo di dare nuova linfa ad una saga leggendaria. Si tratta sicuramente, di un prodotto superiore al deludente Prometheus ma comunque, ben lontano dai fasti della pellicola originale. Un comparto visivo eccelso ed un Fassbender in grande spolvero non bastano, purtroppo, a far fare al film il salto di qualità che avrebbe meritato.

Ridley Scott sembra aver smarrito la giusta via da intraprendere per riportare in auge la serie e a noi, non resta che sperare (dopo la cancellazione ormai certa dell’Alien 5 di Neill Blomkamp ndr) nel prossimo film. Ma chi vive di speranza, com’è che muore?

Alien: Covenant

Alien: Covenant
6.4

Regia

7/10

Trama

5/10

Recitazione

7/10

Tecnica

7/10

Colonna Sonora

7/10

Pros

  • Visivamente di grande impatto
  • Un passo avanti rispetto a Prometheus
  • Michael Fassbender...

Cons

  • Trama con implicazioni filosofiche solo accennate
  • ...Il resto del cast non è allo stesso livello
  • Manca il fattore tensione

Altri articoli in Cinema

Oscar 2018: la lista dei candidati al miglior film straniero!

Annamaria Rizzo15 dicembre 2017

Star Wars: Gli Ultimi Jedi, sono stati tagliati i cameo dei principi William e Harry

Annamaria Rizzo15 dicembre 2017

I Marvel Knights potrebbero essere l’etichetta vietata ai minori della Disney.

Giovanni Paladino15 dicembre 2017

Star Wars: The Last Jedi potrebbe toccare la quota di 45 milioni al botteghino da giovedì notte

Davide Montalto15 dicembre 2017

Marvel/Fox: Bob Iger, Deadpool e il Rated R

Andrea Prosperi15 dicembre 2017

Disney: Chiarimenti sul 2018 dei Cinecomics FOX

Andrea Prosperi15 dicembre 2017